• Il Foglio di Villa Greppi

Premio Alan Turing ai pionieri dell'Intelligenza Artificiale


Il premio Alan Turing, che prende il nome del geniale matematico inglese, viene assegnato ogni anno dal 1966 a chi fornisce un contributo di natura tecnica che abbia giovato particolarmente e in modo duraturo alla comunità informatica

di Omar Masri


Il premio Turing 2018 è stato assegnato pochi giorni fa a tre pionieri del deep learning e delle reti neurali, Yoshua Bengio, Geoffrey Hinton e Yann LeCun, pionieri dell’Intelligenza Artificiali che in passato hanno gettato le basi concettuali e contribuito a progressi ingegneristici che, solo successivamente, si sono rilevati fondamentali per la robotica, il miglioramento di riconoscimenti vocali, visione artificiale e elaborazione del linguaggio naturale, tutte operazioni che sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana. Al Premio Turing, introdotto nel 1966, viene spesso attribuito lo pseudonimo di Premio Nobel per l'informatica e include una ricompensa da un milione di dollari, offerto da grandi multinazionali come Intel e Google. Il nome del premio deriva dal celeberrimo matematico e crittografo britannico Alan Turing da molti considerato padre dell’informatica e dell’intelligenza artificiale.

LeCun, Hinton e Bengio sono stati i primi negli anni ‘80 ad indicare il funzionamento dell’intelligenza umana quale modello da osservare. E così infatti è stato fatto: modellato sul funzionamento delle reti di neuroni presenti nel cervello umano, una rete neurale è un complesso sistema matematico/informatico in grado di apprendere semplici compiti analizzando enormi quantità di dati, questo viene effettuato tramite un sistema flessibile che cambia la sua struttura basandosi su informazioni esterne o interne che, afferrate dalla rete durante la fase di apprendimento, possono cambiare lo schema delle l’interconnessione tra il gruppo di nodi facenti parte del sistema. Ciò consente a molte tecnologie di intelligenza artificiale di progredire ad un passo impensabile in passato. Piuttosto che programmare a mano il comportamento dei sistemi con una struttura di controllo alla volta, gli scienziati informatici possono ora usufruire di una tecnologia che impara in gran parte da sola il comportamento necessario.

Bengio, Hinton e LeCun hanno perciò posto le basi per la creazione di tecnologie che oggi sono utilizzate da miliardi di persone: lo smartphone ne è un esempio.


Bengio svolge l’attività di professore presso l’Università di Montreal e ricopre il ruolo di direttore scientifico del Mila, l'istituto di intelligenza artificiale del Quebec.

Hinton riveste la carica di vicepresidente e ricercatore presso Google e, inoltre, è consulente scientifico al The Vector Institute e professore universitario all'Università di Toronto.

LeCun insegna presso la New York University ed è Scienziato Capo del settore AI di Facebook



Andate a guardare il bellissimo film

THE IMITATION GAME, che racconta la storia di Alan Turing e dell'invenzione del primo "computer", creato per decriptare i messaggi in codice generati dalla macchina tedesca Enigma

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