a cura di Sofia Deleo
La rubrica “Libri in pillole” prosegue con la recensione scritta da Sofia Deleo, studentessa di 5LB: ci presenta il romanzo “Italiana” di Giuseppe Catozzella.
Il testo è illustrato dall’opera di Diana Tirico (5LB).

“Ci hanno messo un po’, quegli idioti dei bersaglieri, a capire che ero una donna, l’unica capobrigantessa di questa nostra Italia appena fatta col sangue”. È così che si apre il romanzo di Giuseppe Catozzella che narra di Maria Oliviero, conosciuta anche con il nome di battaglia di “Ciccilla”, l’unica brigantessa della storia italiana. Nacque a Casole, vicino alla Sila, in Calabria, nel 1841, da una tessitrice e da un bracciante; crebbe, quindi, in una situazione familiare che era tutto fuorché agiata. Frequentò le elementari e cercò, grazie all’aiuto della maestra, di passare l’esame per continuare a studiare, ma non ci riuscì a causa dei sentimenti negativi che la sorella maggiore, Teresa, provava nei suoi confronti. Un giorno scappò sulle montagne, dove trovò la brigata di suo marito e incominciò a farne parte, diventandone poi il capo al fianco di quest’ultimo.
A 12 anni, infatti, si innamorò di quello che divenne poi suo marito, Pietro Monaco, che la lasciò poco tempo dopo per via della leva militare obbligatoria. Con lui condivideva ideali rivoluzionari contro il regno delle due Sicilie e contro i “cappelli”, ovvero i proprietari di grandi industrie e di campi nel Sud della ancora non formata Italia. Già durante la frequentazione, però, Maria aveva percepito che qualcosa in Pietro era malvagio, ma è sempre rimasta accecata dall’idea che si era costruita dell’uomo. È incredibile come perfino una donna forte e indipendente come Maria sia finita nella trappola di una relazione tossica. È curioso anche vedere come, dopo la “nascita” di Ciccilla, la brigantessa ammetta che “Maria” l’avrebbe sempre perdonato, mentre “Ciccilla” mai, siccome “i lividi a poco a poco sparivano, gli insulti restavano”. Ma la cosa più sorprendete è che, nonostante tutti gli abusi e le violenze intime, lei provasse comunque un grande rispetto nei confronti del marito.
Un tema che Pietro riprende spesso, soprattutto per ferire la moglie, è che lei non sarà mai come, per esempio, Anita, la moglie di Garibaldi, oppure come Enrichetta, la compagna di Pisacane, che al tempo erano molto celebri. Lo ripete anche quando Maria entra a far parte della sua brigata e diventa uno dei capi insieme a lui, acquisendo una fama indubbiamente superiore a quella del marito, almeno a quel tempo. Nonostante ciò, oggi tutte queste donne vengono ricordate solo come “le mogli di qualcuno” e non per tutte le gesta eroiche che compirono durante la loro vita.

All’interno del romanzo sono molto ricorrenti le similitudini con la flora e la fauna della Sila, come le civette per descrivere i “cappelli” oppure gli stambecchi per descrivere tutti i comuni cittadini, coloro che lavorano per le civette e ne sono completamente succubi.
Questi ultimi vengono poi paragonati anche a toporagni, talpe, faine e upupe, perché paragonati al cibo per civette. Vengono poi equiparati a falene che, accecate dalla luce, si fidano perdutamente di essa: questa immagine rende bene l’idea della risposta del popolo alla proclamazione di Garibaldi come “Dittatore della Sicilia”. Ma tutti questi riferimenti ci fanno anche capire quanto le montagne siano importanti per la protagonista: il suo amore nei loro confronti nasce sicuramente durante l’infanzia, nel corso del soggiorno da sua zia Terremoto, mentre zia e nipote camminano sulle mulattiere, tornando nel paese d’origine di sua nonna. Così, fin da piccola, Maria impara ad ascoltare i suoni del bosco.
La cosa più terrificante di tutto questo storia, però, non sono i soprusi della classe dirigente e nemmeno le violenze dei briganti, ma il modo con cui Maria e Ciccilla descrivono l’Italia e i suoi cittadini, perché è molto simile alla situazione in cui viviamo noi oggi. Il popolo italiano appare, nelle loro parole, come un popolo di “civette”, che sopravvive imparando “l’arte di colpire alle spalle” e che, pur di procurarsi un minimo vantaggio, ruba agli altri. Colpisce anche il passaggio in cui la protagonista spiega che le “civette borboniche”, pur di mantenere le proprietà e i privilegi, avrebbero fatto di tutto, anche supportare il nemico, perché tanto “serviva solo un po’ di sforzo per l’ennesima messinscena, e il sacrificio di molti giovani idealisti. Poi tutto sarebbe tornato come prima”. È usata spesso anche la figura biblica di Caino per sottolineare ulteriormente come il popolo italiano non esiti a uccidere i propri fratelli senza il minimo scrupolo pur di ottenere qualche privilegio, per quanto piccolo. Viene fatto notare anche come il regno piemontese non si fosse curato del Sud e l’avesse lasciato in mano alle “civette”, provocandone inevitabilmente la situazione di arretratezza e rendendo così sempre più radicate le grandi differenze fra regioni del Nord e del Sud.
Questo libro mi è piaciuto molto, perché la storia di Maria mi ha emozionato; questa donna straordinaria fu spesso descritta, dopo essere diventata una brigantessa, come un mostro spietato e assetato di sangue, ma in realtà era una persona piena di amore, come possiamo vedere chiaramente nel suo rapporto con la lupa, Bacca, oppure con sua sorella minore, Vincenzina. Il modo con cui Catozzella ha deciso di raccontare la storia della brigantessa mi ha portato a vedere l’unità d’Italia in modo completamente diverso, dal punto di vista di un Sud che cerca di sopravvivere nonostante i soprusi e l’abbandono da parte del resto del regno e del mondo.
Le puntate precedenti di "Libri in pillole":
INTRODUZIONE:
1. "PIERO FA LA MERICA" di Paolo Malaguti:
2. "TUTTO CHIEDE SALVEZZA" di Daniele Mencarelli:
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