• Il Foglio di Villa Greppi

GITANJALI RAO: una super-scienziata con il sorriso

di Gabriele Piazzi


Il mondo è in pericolo, ci sono svariate prove a riguardo: inquinamento, effetto serra, conseguente cambiamento climatico, specie a rischio di estinzione e molte altre. Ormai gli “adulti” non sanno più come contrastare questa condanna ed è chiaro che il fardello di cercare una soluzione sia nelle piccole mani delle nuove generazioni. Stanno diventando sempre più numerosi i giovani che inseriscono il loro nome al fianco dei più grandi intellettuali della storia; la nuova leva si sta affermando con così tanta forza che la rivista Time ha creato il premio “Kid of the Year”, che affianca quello di “Person of the year” e va a riconoscere il giovane più talentuoso tra oltre 5000 ragazzi che si sono distinti durante l’anno.

La vincitrice di quest’anno è la giovane scienziata americana Gitanjali Rao. “Cosa hanno in comune Superman, Ironman e gli scienziati? Arrivano al momento giusto per risolvere problemi e salvare vite. Io voglio essere una supereroina scientifica”, spiega Gitaljali. Sulla carta ha 15 anni, ma ha la mente di un genio, infatti la giovane di origine indiana si è distinta per il suo impegno su molti livelli. “Se lo posso fare io, ce la possono fare tutti” dice umilmente nell’intervista su Time, ma la ragazza, grazie alle sue ricerche, è riuscita a creare dispositivi in grado di risolvere potenzialmente molti problemi che affliggono l’umanità; tra le sue invenzioni più importanti si può citare l’app in grado di rilevare gli episodi di cyberbullismo oppure il dispositivo in grado di rilevare le biomolecole tossiche per l’uomo nell’acqua, grosso problema che affligge molti Paesi, tra qui la sua India. Come si nota nel corso dell’intervista, la ricercatrice è molto sensibile ai problemi della società, e ciò si rispecchia nelle sue creazioni, basti pensare alla sopra citata app che non vuole punire, ma aiutare chi pratica cyberbullismo, facendo notare all’autore la natura offensiva della frase, per farlo così riflettere su cosa stesse dicendo.

Leggendo l’intervista, guidata dall’attrice Angelina Jolie, emergono due aspetti del carattere della scienziata: la determinazione e la curiosità. Spesso sono una legata all’altra, difatti la giovane dice di trovare l’ispirazione spesso guardando le news; un esempio è anche il progetto a cui sta lavorando in questo momento, un dispositivo in grado di debellare la dipendenza dagli oppiacei prescritti: “Sono molto interessata alla genetica”, spiega la Rao, “questo è quello che mi piace, quindi ho deciso di lavorarci”. La ragazza si pone inoltre come guida per i suoi coetanei invitandoli a mobilitarsi per trovare una soluzione per i problemi che affliggono il nostro pianeta:Ci troviamo di fronte a vecchi problemi. Siamo bloccati da questa pandemia globale ma allo stesso tempo abbiamo da risolvere guai che non abbiamo creato noi, come i problemi dei diritti umani o i cambiamenti climatici o lo smaltimento dei rifiuti. Chiedo ai giovani come me di impegnarsi ognuno nella cosa che più interessa e cercare di risolverla. Per esempio: io non sapevo fare il pane, ma mi sono detta: devo riuscirci. E così ho mischiato degli elementi e l’ho fatto. Ed era anche buono”.

Gitanjali, oltre alle sue attività scientifiche, organizza anche comizi per ispirare i giovani partendo dal suo obiettivo primario: “La mia missione di ogni giorno e cercare di fare felice qualcuno”.

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