Uno sguardo oltre il cielo
- Il Foglio di Villa Greppi

- 5 giorni fa
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di Alissa Mazzoleni e Anna Paleari

Il 25 novembre 2025, presso l’Università Bicocca di Milano, si è svolta una giornata di orientamento dedicata allo studio dei Raggi Cosmici (International Cosmic Day) che ha coinvolto studenti e docenti per un'intera giornata, dalle 9.30 alle 16.30. Insieme a noi, Alissa Mazzoleni e Anna Paleari, hanno partecipato i nostri compagni Francesco Busillo, Paolo Pelloso, Gemma Zoia e Ivan Perego e la nostra professoressa di matematica e fisica Valeria Beretta.

L’incontro si è aperto con un collegamento in videoconferenza insieme a due esperte di rilievo internazionale: Anthea Comellini, ingegnere dell’Agenzia Spaziale Europea e candidata austronauta, e Michela Chiosso, professoressa all’Università di Torino e ricercatrice al CERN. Quest’ultima, in collegamento dall’acceleratore del CERN di Ginevra, ci ha illustrato le sue ricerche sugli urti tra fasci di particelle, con riferimento alla cromodinamica quantistica e alle implicazioni sulla materia oscura.

Successivamente, il docente universitario Giuseppe La Vacca ha introdotto il tema centrale della giornata, spiegandoci che i raggi cosmici sono particelle cariche che attraversano la Galassia, costituite in gran parte da protoni e da elio, e che la loro scoperta risale agli esperimenti di Victor Hess nel 1912, preceduti dall’intuizione di Domenico Pacini nel 1911. Sono stati così descritti i raggi cosmici primari, prodotti da sorgenti astrofisiche, e quelli secondari, generati dalle interazioni nucleari nel mezzo attraversato, oltre ai diversi contesti di studio che spaziano dall’aria all’acqua, dalla superficie terrestre allo spazio fino agli edifici, grazie alla tomografia muonica. Si è anche ricordato come, nel 1959, un’intensa attività di raggi cosmici abbia provocato gravi danni alla rete mondiale dei telegrafi. È stato poi sottolineato come queste particelle possano provocare danni al DNA, alle apparecchiature elettroniche e alla Terra, mentre la magnetosfera svolge un ruolo di scudo naturale. Particolare attenzione è stata dedicata al fenomeno delle aurore polari, che ci sono state spiegate nei loro colori caratteristici: verde per l’ossigeno atomico, rosso per l’ossigeno molecolare e blu per l’azoto.

Dopo la fase introduttiva, noi e gli altri studenti siamo stati suddivisi in gruppi e accompagnati nei laboratori dell’università per osservare diversi esperimenti e nel pomeriggio, in seguito alla pausa pranzo, ogni gruppo ha approfondito uno specifico esperimento lavorando in modo pratico e diretto. Il nostro gruppo, nello specifico, ha lavorato insieme a un giovane studente universitario con uno scintillatore singolo e un oscilloscopio. Con tali strumenti abbiamo stimato l’energia media delle particelle rilevate e verificato l’accordo con quella dei muoni. La giornata si è, infine, conclusa con un momento di raccolta e di gioco, seguito dalla consegna di attestati e gadget ai partecipanti.
Nonostante l’elevata difficoltà del tema tratto e pur essendo noi studenti del liceo delle scienze umane, questa giornata ci ha permesso di vivere pienamente un’esperienza unica che, seppur complicata e non sempre chiara, a causa delle conoscenze insufficienti, ci ha fortemente affascinato e interessato, poiché ci ha dato la possibilità di esplorare un mondo che altrimenti, probabilmente, non avremmo mai conosciuto.
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