ChatGPT al Greppi: come viene usato?
- Il Foglio di Villa Greppi

- 4 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 5 dic 2025
di Giulia Pellanda

ChatGPT è un sistema di intelligenza artificiale basato su un modello conversazionale, che crea un dialogo tra la persona e il chatbot. É stato sviluppato da OpenAI e poi rilasciato il 30 novembre 2022. Si distingue dagli altri sistemi di intelligenza artificiale per le sue risposte più sicure, accurate e pertinenti. Il chatbot presenta diverse funzioni e può essere usato in diversi ambiti: ad esempio, può essere un valido supporto in ambito lavorativo, tramite l’analisi dei dati, servizi di assistenza ai clienti o attività di marketing.
Risulta, inoltre, molto utile per le attività scolastiche, perché è in grado di risolvere problemi matematici ed equazioni, tradurre testi da una lingua all’altra e dare spiegazioni semplificate di concetti difficili. Quindi potrebbe essere un supporto valido per lo studio.
ChatGPT può anche essere usato per attività personali e ricreative, come pianificare dei viaggi: suggerisce, infatti, che cosa vedere e dove alloggiare in una determinata località ed è in grado di confrontare i prezzi dei voli e delle strutture. Presenta, inoltre, capacità notevoli nella scrittura di testi, dando risultati estremamente simili ai testi scritti da umani, a tal punto da riuscire a superare il test di Turing, ovvero un criterio di valutazione il cui scopo è quello di stabilire se una macchina presenti o meno un comportamento intelligente.
Dal momento del suo lancio ChatGPT ha avuto una rapidissima diffusione tra aziende e imprese di vario tipo, finendo poi per spopolare velocemente anche tra gli studenti. È, infatti, diventato uno strumento comune e quasi indispensabile nell’attività scolastica, soprattutto dei liceali.

Proprio grazie alle sue molteplici capacità e funzioni, ChatGPT viene usato ogni giorno da migliaia di studenti, per necessità diverse. È stato interessante scoprire come alcuni ragazzi della nostra scuola usano questo sistema. Quasi tutti gli studenti hanno usato ChatGPT almeno una volta e viene usato per scopi diversi. Per esempio, a volte può essere un aiuto nei compiti a casa o per capire meglio o approfondire un argomento difficile; a volte gli viene chiesto di svolgere un esercizio e mostrarne il procedimento, altre volte viene utilizzato per creare liste e planner organizzativi o semplicemente gli vengono chiesti consigli o idee. Quindi ChatGPT non viene usato solo in ambito scolastico, ma anche per attività personali.
Anche alcuni professori hanno dato la propria opinione su ChatGPT: in generale, essi ritengono che l’intelligenza artificiale sia una risorsa utile e che può aiutare gli studenti, ma deve essere usata in modo corretto, senza farle svolgere ciò che sarebbe proprio dovere.
Molto suggestiva è stata la risposta del prof. Francesco Bonfanti, che insegna Lettere nel triennio del Liceo Linguistico (corso LA). Il professore ha, infatti, dichiarato di essere costantemente sorpreso da ChatGPT e lo ha definito uno "strumento formidabile". Inoltre, ha affermato di essersi inizialmente sentito minacciato dal chatbot, proprio per le sue abilità di sintesi e produzione, che Bonfanti riconosce come le proprie abilità più caratteristiche. Ha poi concluso dicendo che, a suo parere, ChatGPT non dovrebbe essere usato dagli studenti, soprattutto quelli del biennio, affinché sviluppino in maniera autonoma capacità cognitive importanti.
Interessante anche la risposta della professoressa Giulia Mauri: secondo lei, infatti, a causa delle potenzialità dall'AI, per i docenti sarà una sfida riuscire a mantenere l’attenzione degli studenti e, soprattutto, motivarli a lavorare autonomamente, per mettersi alla prova e migliorare le proprie capacità.





Ringrazio Giulia P. per il suo articolo. Devo denunciare la trappola che mi ha teso, domandandomi in una lezione ordinaria cosa pensassi di ChatGPT. Confesso poi che un altro mio alunno, tale P.B., un tipo invero piuttosto losco, mi ha dimostrato che non so distinguere un testo scritto da ChatGPT da uno scritto da un essere umano. Io ne ho concluso questo: chatbot e umani, siamo tutti un po' cialtroni.