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San Valentino: il mistero delle tre rose

  • Immagine del redattore: Il Foglio di Villa Greppi
    Il Foglio di Villa Greppi
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

di Asia Aimo


San Valentino è la festa degli innamorati e si celebra il 14 febbraio. È un giorno dedicato all’amore in tutte le sue forme: non solo il sentimento tra fidanzati, ma anche l’affetto di amici, compagni di classe e persone care. Questa ricorrenza prende il nome da San Valentino, un vescovo di Terni vissuto nel III secolo dopo Cristo, che oggi è venerato in tutto il mondo come patrono degli innamorati. Secondo la tradizione, egli celebrava matrimoni in segreto per aiutare le coppie che desideravano sposarsi anche quando non era permesso. Per questo motivo è diventato il simbolo dell’amore sincero, del coraggio e della fedeltà ai propri sentimenti. Con il passare dei secoli, la festa si è diffusa in molti Paesi e oggi è diventata un’occasione per scambiarsi regali, fiori, lettere e piccoli gesti romantici.

 

 

Anche la nostra scuola ha deciso di celebrare questa giornata in modo originale e coinvolgente. Dal momento che il 14 febbraio quest’anno cadeva di sabato, abbiamo festeggiato venerdì 13 febbraio, trasformando una normale giornata di lezioni in qualcosa di diverso dal solito. Fin dal mattino si respirava un’aria particolare nei corridoi: c’era più movimento, più sorrisi e una certa curiosità che si leggeva negli occhi di tutti.


Tra le attività proposte dai rappresentanti di istituto c’era la possibilità di regalare delle rose. Nei giorni precedenti era stato organizzato un piccolo punto di raccolta dove si poteva prenotare una rosa da far recapitare alla persona scelta. Si poteva decidere se firmare il biglietto oppure restare anonimi, lasciando un alone di mistero. Il momento della consegna è stato sicuramente uno dei più attesi: durante le ore di lezione, i rappresentanti d’istituto sono passati nelle classi per consegnare le rose. Gli occhi di tutti erano puntati sulla porta ogni volta che si sentiva bussare. Alcuni studenti hanno reagito con imbarazzo, altri con entusiasmo. In generale, è stato un momento che ha reso l’atmosfera più leggera, divertente e sicuramente romantica.


Una foto della scatola, posizionata in ingresso, in cui ognuno poteva inserire il proprio biglietto, da consegnare a San Valentino
Una foto della scatola, posizionata in ingresso, in cui ognuno poteva inserire il proprio biglietto, da consegnare a San Valentino

Un’altra attività molto apprezzata è stata la possibilità di scrivere dei biglietti, anche anonimi. Molti hanno colto l’occasione per dichiarare un sentimento nascosto, per fare un complimento sincero o semplicemente per ringraziare un amico per la sua presenza quotidiana. A volte non è facile esprimere ciò che si prova guardando qualcuno negli occhi, e l’anonimato ha dato a tanti il coraggio di farlo. Leggere quei messaggi ha fatto capire quanto, anche tra i banchi di scuola, possano nascere emozioni vere e profonde. Non si tratta solo di amore “romantico”, ma anche di amicizia, stima e gratitudine.


Inoltre, nei corridoi sono stati appesi dei cartelloni con pensieri personali scritti dagli studenti. Frasi sull’amore, sull’amicizia, sull’importanza di volersi bene e di rispettarsi. Uno tra questi era dedicato alle canzoni d’amore: ognuno poteva scrivere il titolo del brano che gli ricordava una persona speciale o un momento importante. Camminare tra quei fogli colorati è stato emozionante: ogni frase rappresentava un pezzo di cuore di qualcuno. Fermarsi a leggere significava entrare, anche solo per un attimo, nei pensieri di un’altra persona. La scuola, per un giorno, non era solo un luogo di studio, ma anche uno spazio in cui condividere sentimenti, ricordi e riflessioni.

 

Tuttavia, c’è stato anche un episodio particolare di cui forse non tutti sono a conoscenza: il “mistero delle tre rose” comparse in sala professori. Durante la mattinata sono state trovate tre rose con tre dediche particolari: una alla più bella, una alla più potente e una alla più sapiente. Il fatto è passato quasi inosservato tra gli studenti, ma tra quei pochi che ne hanno sentito parlare la curiosità è stata tanta, così come tra le professoresse! Non si sa con certezza chi le abbia lasciate né a chi fossero destinate davvero. Forse era un gesto simbolico, forse uno scherzo elegante o magari un modo originale per fare un complimento senza esporsi troppo. In ogni caso, questo piccolo segreto ha reso la giornata ancora più speciale! Infatti, non è stato un mistero oggetto di un'indagine “ufficiale”, ma una diceria che circolava sottovoce, aggiungendo un pizzico di curiosità a un giorno già pieno di emozioni.


Le tre rose trovate in sala professori, una alla più sapiente, una alla più potente e una alla più bella
Le tre rose trovate in sala professori, una alla più sapiente, una alla più potente e una alla più bella

In conclusione, il nostro San Valentino a scuola è stato molto più di una semplice ricorrenza. È stato un momento per fermarsi un attimo interrompendo la routine, per dire qualcosa di gentile, per compiere un gesto semplice ma significativo. In un ambiente dove spesso si pensa solo a verifiche e interrogazioni, dedicare spazio ai sentimenti è stato importante. Questa esperienza ci ha ricordato che anche tra compiti e lezioni c’è spazio per l’amore, l’amicizia e la condivisione, e che a volte basta una rosa, un biglietto o una frase scritta su un cartellone per rendere una giornata davvero speciale e indimenticabile perché San Valentino andrebbe pensato non come una data sul calendario, ma come una scelta quotidiana. L’amore si celebra ogni giorno attraverso piccole attenzioni, il supporto reciproco e la cura costante, rendendo il 14 febbraio solo un promemoria per valorizzare i sentimenti che vivono tutto l’anno.



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