• Il Foglio di Villa Greppi

PROGETTO EUTHOPIA: tre anni entusiasmanti

di Sarah Mazzarelli


Quante volte abbiamo sognato di andare in un altro paese per uno scambio culturale e una nuova avventura? È proprio questo ciò che tratta, o meglio, trattava, il progetto Euthopia, nominato anche “Erasmus +”. Questa attività è giunta al termine settimana scorsa, con la migliore conclusione che ci si potesse aspettare: la mobilità in Italia. Ma andiamo per ordine.

L’inizio ufficiale del progetto è nel 2019, quando 24 studenti per ogni scuola (Italia, Germania, Spagna, Lettonia, Norvegia) vengono selezionati per l’Erasmus, che si pone l’obbiettivo di analizzare tre tematiche, quali ambiente e inquinamento, parità di genere, immigrazione, sotto il punto di vista temporale (nel passato, al giorno d’oggi e in previsione del futuro) e territoriale (in ogni Paese partecipante) e permette a chi aderisce di compiere dei viaggi. La voglia e le idee sono tante e vengono realizzati interviste ai nonni e video per la prima mobilità in Spagna, tenutasi nel febbraio 2020; purtroppo l’arrivo della pandemia, imprevedibile, ha smorzato l’entusiasmo iniziale, ma non ci si è fermati: dopo un periodo di “freeze”, la soluzione più plausibile è la mobilità virtuale, ovvero un viaggio… dai pc! Per quanto non si è potuto eguagliare la bellezza di visitare per una settimana un paese nuovo, la noia non si è mai presentata: tra video ricette, proposte su come agire concretamente, il progetto è andato avanti con questo tipo di mobilità in Lettonia e in Germania.

La fortuna è stata dalla nostra parte, quando finalmente si è potuto tornare alle modalità iniziali, e il viaggio in Norvegia è stato entusiasmante e particolare: una realtà diversa da quella italiana, e i ragazzi hanno stretto forti legami con i norvegesi, così come era successo in Spagna.

Rimane quindi l’ultima vista: quella in Italia. Abbiamo ospitato 24 ragazzi e ragazze, 6 per ogni nazionalità, ed è stato un successo, per le attività svolte, ma soprattutto per il divertimento e le amicizie che si sono formate.

Dal punto di vista prettamente operativo ci siamo serviti della disgrazia della guerra in Ucraina e l’abbiamo collegata ai tre argomenti: come essa agisca sugli stessi e quali conseguenze porti; cosa possiamo fare per migliorare la nostra situazione e cosa accadrà se non facciamo nulla. Il risultato di questi tre anni di progetto è racchiuso in diversi pannelli che ci siamo impegnati a realizzare, che sono esposti a scuola, di fronte l’aula magna, oltre ai precedenti cartelloni appesi nelle pareti del locale delle stampanti.

Per l’aspetto ludico abbiamo organizzato una pizzata con tutti i ragazzi, una gita a Milano e, ciliegina sulla torta, abbiamo visitato Verona e Sirmione sul lago di Garda (in cui i nostri cari lettoni hanno avuto anche il coraggio di fare una nuotata).

Ma com’è l’Italia vista da un occhio straniero? È piacevole scoprire come tutti i ragazzi siano rimasti affascinati dal nostro paese, vivendoci solo una settimana. Principalmente la cultura, la nostra routine, soprattutto la musica e il cibo, sono le cose che li hanno stupiti maggiormente. Ma il complimento più importante è stato come hanno adorato noi italiani, “friendly and welcoming”.

In generale, venire a conoscenza di diverse prospettive e opinioni, potendo anche confrontare i vari contesti è il motivo principale per cui ognuno ripeterebbe questo progetto, che è stato in grado di unire tante diverse sfumature, in un bellissimo dipinto.

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