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  • Il Foglio di Villa Greppi

Paola Egonu e gli insulti razzisti

di Martina Dellolio

I momenti successivi alla vittoria della medaglia di bronzo da parte dell'Italia non sono stati soltanto ricchi di festeggiamenti tra le azzurre: per Paola Egonu sono stati infatti segnati da lacrime a bordo campo.

"Non puoi capire. È stancante. Mi hanno chiesto perché sono italiana. Questa è la mia ultima partita con la Nazionale." Queste le parole della ventitreenne di Cittadella, rivolte al suo agente Marco Raguzzoni poco dopo il termine della partita.

Non è la prima volta che la promessa della pallavolo femminile subisce offese razziste: in passato, il suo 'essere italiana' è stato messo in dubbio da più commentatori. La giocatrice, come dichiara nel suo libro "18 segreti per diventare stelle” pubblicato a maggio del 2021, si è trovata più volte costretta a bloccare un considerevole numero di haters, dopo essere stata presa di mira per il colore della sua pelle e per le sue origini nigeriane.

"Nella mia vita ho subito episodi di razzismo: è stato molto brutto, soprattutto se penso a quanto ero giovane quando mi è successo. Per esempio quando avevo circa quattordici anni e stavo disputando il mio primo torneo. Dei genitori delle nostre avversarie hanno cominciato ad insultarmi: mi chiamavano con nomi offensivi, mi gridavano «Torna al tuo paese!» o «L'unica cosa che dovresti fare è pulire il campo»" scrive l'atleta olimpica.

Paola ha sempre fatto del suo meglio per non lasciare che l'odio interferisse con lo sport, tuttavia, dopo la difficile sconfitta in semifinale contro il Brasile, la giocatrice è stata nuovamente attaccata sui social con un post di stampo razzista. L'episodio l'ha portata a dichiarare di essere indecisa sul prosieguo della sua carriera in Nazionale, annunciando di stare pensando ad una pausa, che avrebbe previsto per la prossima estate.

Nonostante la ferrea volontà espressa subito dopo gli attacchi online, nelle ore successive al suo sfogo, la schiacciatrice ha rivelato ai microfoni della RAI che la sua non è da stata una conclusione presa a sangue freddo: “Sono molto stanca adesso, potrei prendermi una pausa dalla Nazionale, non dico però di lasciarla." Ha quindi lasciato intendere che la sua decisione ufficiale avverrà a gennaio.

Che l'ignoranza debba ancora marcare la professione di giocatrici talentuose come la Egonu, è senz'altro inaccettabile. Gli anni passano, ma il progresso sembra non riuscire a porre limite alla corrente degli haters. Nonostante le diverse proteste per l'integrazione delle persone di colore, sempre più pulsanti nell'ultimo decennio, il razzismo è ancora ben lontano dall'estinzione: secondo l'Osservatorio ODIHR/OSCE, ogni giorno si verificano almeno sette aggressioni fisiche con matrici razziste e xenofobe.

È facile prendersi gioco di un'atleta di colore quando la sua squadra non riesce a battere un avversario difficile come il Brasile, per poi rivendicarne l'italianità nel momento di una vittoria importante, come quella della CEV Champions League femminile, avvenuta ormai un anno fa a Belgrado.

Mentre l'ipocrisia e il razzismo non sembrano interrompere il loro flusso, attendiamo aggiornamenti riguardanti il futuro dall'atleta Paola Egonu e speriamo di rivederla presto con la maglia azzurra.



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