• Il Foglio di Villa Greppi

La storia contemporanea? Un mistero per i libri scolastici!

di Laura Cetani


Guerra in Corea

Ogni anno finita la maturità i ragazzi sanno poco o niente di quanto è successo negli ultimi 70 anni, dalla Seconda Guerra mondiale in poi. Sembra assurdo, ma la storia che sto studiando io, oggi, è la stessa che hanno studiato i miei genitori negli anni ‘70 ’80 e i miei nonni prima di loro.

È ormai un dato di fatto che il programma didattico arrivi fino ad un certo punto, fino ad argomenti che sono ormai troppo lontani da noi. Per molte scuole la storia arriva fino alla Seconda Guerra mondiale, la filosofia arriva a Freud, la letteratura fino a Montale (per chi è più fortunato), la storia dell’arte alle Avanguardie artistiche. E dopo? Mistero. Manca totalmente lo studio di una parte della storia, che forse è la più interessante, e che costituisce gli antefatti della situazione in cui ci troviamo adesso.

Ho iniziato a conoscere la storia in terza elementare con la preistoria, Mesopotamia, Sumeri, Egizi, Fenici, Greci, Romani. Se le basi della civiltà sono trattate alle elementari, alle scuole medie ci si aspetta di trovare gli eventi successivi. Infatti, ma non è così: ho iniziato le scuole medie e il programma ripartiva da preistoria, Mesopotamia, Sumeri, Egizi, Fenici, Greci e Romani

Prima superiore, la storia si ripete, di nuovo.

Ma la preistoria delle elementari non è uguale a quella della prima superiore? Certo ma è più approfondita. Quanto potrà essere importante nella crescita di noi studenti la conoscenza dei chopper, dei menhir e dei dolmen, ripetuta tre volte? Ebbene, da anni stiamo studiando percorsi ripetitivi e ormai obsoleti. Resta infatti un vuoto enorme sul tempo in cui il mondo è cambiato e ha attraversato riforme e tensioni che hanno segnato la nostra società, quella in cui noi viviamo. Su molti argomenti arrivano, se arrivano, informazioni superficiali, ma prive di elaborazione. Io stessa, confesso, non ne conosco nemmeno il significato.

Lo studio della storia, almeno a livello scolastico, dovrebbe aiutare a comprendere il presente, ma perché ci si sofferma così a lungo sulla storia antica, medievale e moderna e non si tratta nulla, o quasi nulla, sulla storia contemporanea?

Gli studenti degli anni 2000 come me, non ritengono di certo contemporanei gli uomini della Belle Époque o della Prima Guerra mondiale. Alla fine delle superiori arrivano a malapena a “sfogliare”, velocemente, gli anni ‘60, grazie all’impegno di qualche insegnante di buona volontà. Ma già per loro è preistoria, forse siamo indietro di qualche generazione.

Anni di piombo in Italia

In molte scuole non è mai esistita la guerra fredda, la guerra dei Balcani, la crisi di Cuba, la guerra in Corea, la strage in Rwanda, Mani Pulite, Tangentopoli, le stragi di mafia, le Brigate Rosse, le guerre in Iraq, e ne ho elencate solo una minima parte, di cui ho sentito solo parlare. Oppure la guerra nel Vietnam, le guerre nell’ex Jugoslavia, la guerra nel Golfo, lo scontro tra Iran e Iraq, i talebani, Israele e la Palestina, l’11 settembre, le crisi economiche e sociali a causa di pandemie. L’elenco è infinito, ma poche di queste questioni vengono aperte a scuola. Probabilmente diventerà argomento facoltativo per gli appassionati di storia, che in autonomia leggeranno e studieranno tomi di libri della nostra storia.

Ma di chi è la colpa?

Non diamo la colpa agli insegnanti di storia, perché anche gli altri insegnanti di altre discipline, come arte, letteratura e filosofia vanno di pari passo.

Torri gemelle, 11 settembre 2011

Questa mancanza, in realtà, dipende dalla sproporzione tra la quantità di argomenti previsti, secondo le direttive nazionali, e le ore di lezione destinate all’insegnamento di queste materie.

Inoltre, per quanto riguarda la storia, i nostri amati libri non si modificano mai, trascurano molti avvenimenti e i programmi non vengono aggiornati da anni. Le edizioni sono sempre nuove e “rinnovate”, peccato però che il contenuto non cambi.

Forse noi ragazzi delle superiori non siamo abbastanza all’altezza nel trattare argomenti così importanti e delicati? Forse questi argomenti prevedono una preparazione in discipline come economia e politica che nemmeno in quinta superiore possiamo permetterci? O forse manca proprio il tempo. Quindi, meglio trascurarli. Ma come facciamo a confrontarci con la realtà se non abbiamo nessun collegamento?

A mio avviso si possono trovare delle strategie per trattare in modo adeguato le grandi tematiche della storia fino ad oggi.

Laddove è possibile si può ricorrere alla sintesi a fine capitolo, oppure elaborare approfondimenti e ricerche in autonomia, per poi discuterne in classe con l’insegnante.

Si potrebbero studiare fonti e documenti, leggere riviste e raccogliere informazioni che aiutino a riflettere su argomenti di attualità. E se il libro non ci aiuta, arrivano in supporto i siti didattici: basta digitare poche parole e la ricerca ci apre un lungo elenco di materiali, proposte e percorsi didattici.

Quindi: meno preistoria, facciamo largo agli anni 2000.

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