L'importanza di una scintilla - intervista a Gatto Panceri
- Il Foglio di Villa Greppi

- 2 giorni fa
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Aggiornamento: 15 ore fa
di Sofia Tramonto
Venerdì 17 aprile 2026, il cantautore Gatto Panceri è stato ospite di un incontro orientativo nell’aula magna della nostra scuola. Organizzatrici dell’incontro sono state le professoresse Corbetta e Battistella, referenti del nostro blog, mentre ha moderato l’incontro Katia Fiorelli, giornalista freelance e presenter TV; inoltre, due ragazze della redazione del Foglio, Alexandra Toso e Chiara Corbetta, hanno svolto il ruolo di moderatrici.
Se vi siete persi il primo episodio sull'incontro-intervista con Gatto Panceri, cliccate qui: Una vita per la musica - intervista a Gatto Panceri

La storia di Gatto Panceri comincia il 26 maggio del 1962. Da ragazzo non pensava affatto di diventare un cantautore. Infatti, fece il liceo scientifico con l'intento di studiare veterinaria. Tutto cambiò quando provò, per caso, a suonare la chitarra di un suo amico. Da quel momento si appassionò talmente tanto alla musica da decidere di cambiare scuola e di iscriversi al conservatorio. Suo padre non lo appoggiava, ma, nonostante ciò, non si arrese. Infatti, durante l'incontro con gli studenti del Greppi, Gatto Panceri ha tenuto molto a sottolineare che non basta la sola passione per raggiungere i propri obiettivi: servono anche impegno e dedizione.
“Bisogna trovare la scintilla dentro che, a tempo debito, ti fa raggiungere il successo (personale)”
Parlando della vita da cantautore, Gatto Panceri ha affermato che bisogna avere "occhi dappertutto", come gli scrittori, perché l'ispirazione può arrivare da qualsiasi parte, quando meno te lo aspetti. Spesso, poi, le canzoni che cantiamo a squarciagola sono state proprio scritte da cantautori poco conosciuti; qualcosa di simile è capitato proprio a Gatto Panceri stesso, che ha avuto il suo più grande successo con “Vivo per lei", cantata da Bocelli e Giorgia. Il cantautore ha raccontato di averla scritta quando ancora non era famoso, nella casa in cui abitava in quel periodo, sopra a un supermercato nei pressi della nostra scuola. Nonostante l’incessante rumore delle casse e dei clienti del supermarket, Gatto Panceri è riuscito a scrivere il testo di una delle canzoni italiane più ascoltate al mondo.

Sollecitato dalle domande delle intervistatrici, Alexandra Toso e Chiara Corbetta, e dei membri della redazione del nostro blog, il cantautore ha poi raccontato anche la propria esperienza a Sanremo, il festival della musica italiana, al quale ha partecipato quattro volte come cantante e sette come compositore e autore. In particolare, ha ricordato un episodio avvenuto al tempo in cui il Festival di Sanremo era condotto da Pippo Baudo. Il noto presentatore televisivo osservò, infatti, come il vero nome di Gatto Panceri, ovvero Luigi Giovanni Maria Panceri, fosse troppo lungo e non suonasse bene. Gli consigliò, dunque, di scegliere un nome d’arte, così l'artista decise di optare per il nome "Gatto". Questo nome d'arte, come ha raccontato ridendoci su, nasce da una storia molto divertente risalente a quando frequentava la terza media: il cantautore ha rivelato di essersi arrampicato, a quell'epoca, su un albero, ma di non essere più riuscito a scendere, dovendo così ricorrere all’aiuto dei pompieri. Da quel momento, per prenderlo in giro, i compagni iniziarono a chiamarlo proprio Gatto.
Alla domanda sul suo rapporto con i cantanti, Gatto ha affermato che la prima a dargli fiducia fu Mina in persona. Ha chiarito, inoltre, che i rapporti con i cantanti per i quali un autore scrive sono sostenuti da intesa e stima reciproca. Un aneddoto che ha condiviso con gli alunni del Greppi, a proposito dell’argomento, è stato quello del suo primo incontro con Bocelli. Infatti, come ha raccontato, Bocelli lo ha salutato la prima volta con un autoironico «Ehi, ti vedo bene!».

Infine, Gatto Panceri ha fornito anche alcuni consigli orientativi per intraprendere una carriera musicale. Secondo lui, al giorno d’oggi, è difficile avere successo nel mondo della musica: ciò è dovuto all’utilizzo di AI e autotune. Perciò è necessario spiccare "tra il dozzinale", ma, soprattutto, è fondamentale provarci e fare del proprio meglio, dare il cento per cento.
“Quando abbiamo un sogno e ci impegniamo al massimo per realizzarlo, ma non si avvera, se ci siamo impegnati al massimo e abbiamo dato tutto, sappiamo che non ci dobbiamo rimproverare nulla né avere rimpianti...perché abbiamo già fatto del nostro meglio!”
Per concludere l’incontro, Gatto Panceri ha suonato e cantato “Vivo per lei”, con la sua iconica chitarra. Come ha raccontato, gli è stata regalata da un fan, che ha deciso di donargliela poiché, malato di tumore, non avrebbe più potuto suonarla. Da quella volta, Gatto la usa ad ogni suo concerto.
Un ringraziamento speciale va ai due ospiti dell’evento, Gatto Panceri e Katia Fiorelli; che hanno fatto scoprire ai ragazzi del Greppi il mondo della musica e hanno permesso alla redazione di vivere l'esperienza di un'intervista in diretta!





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