• Il Foglio di Villa Greppi

IL PRINCIPE CERCA FIGLIO: una storia che ha tradito le attese

di Edoardo Gatti


Il 6 marzo è uscito su Amazon Prime Video il film ''Il principe cerca figlio'', sequel dell'inimitabile ''Il principe cerca moglie'' del 1988. La nuova pellicola con Eddie Murphy e Arsenio Hall ha tradito le attese, risultando un flop che danneggia il capolavoro di 31 anni prima.


''Il principe cerca moglie'' non ha di certo bisogno di presentazioni. Diretto dal regista John Landis, il film è un evergreen, una commedia con ampi sprazzi di romanticismo fiabesco che riesce ad intrattenere (e a far ridere) ancora dopo ben 31 anni. La pellicola è demenziale ma fa dannatamente divertire, grazie alla creazione di personaggi fuori dalle righe, uno humor nero fatto anche di insulti, e all'inconfondibile sorriso di un esordiente Eddie Murphy, accompagnato alla perfezione da Arsenio Hall. Il film, a mio modo di vedere, è stato innovativo nella sua comicità per l'epoca, unendo perfettamente anche una trama significativa. Ne ''Il principe cerca moglie'', vengono narrate le vicende del principe di Zamunda Akeem (Eddie Murphy) che, compiuto il ventunesimo anno di età, viene sottoposto ad un matrimonio forzato con una damigella scelta dai suoi genitori, il Re Joffer e la regina Aoleon. La ragazza sarebbe disposta a tutto per il principe, ma è proprio questo che non piace ad Akeem, desideroso di trovare l'amore della propria vita da solo, senza esibire il suo ruolo principesco. Allora rimanda il matrimonio e si concede un viaggio di 40 giorni a New York, nel quartiere del Queens, alla ricerca della donna con cui passare il resto della vita. Qui inizia la vera storia.

Per chi guarderà o ha già visto il film, il messaggio è chiaro: l'amore è la più grande ricchezza che si può possedere. Un capolavoro, e proprio per questo non andava assolutamente fatto un sequel, soprattutto a 30 anni di distanza.



Mi chiedo: che senso ha rovinare una pellicola completa già così com'è? Nel nuovo film “Il principe cerca figlio” l'approccio alla comicità è cambiato, ciò che prima faceva ridere ora sembra patetico, e soprattutto non è stato il periodo giusto per riproporre un film di questo genere, e non a caso è stato difficile fare della satira ''black'' come nell'88. In generale non è riuscito a far ridere.

Io ero curioso, penso come tutti coloro che hanno apprezzato il primo, di vedere una nuova avventura dei nostri protagonisti, però allo stesso tempo è stato facilmente ipotizzabile il luogo di ricerca del figlio: dove vuoi che vada a cercarlo se non dove aveva passato 40 giorni quando era giovane?

Il nostro Akeem, nel frattempo diventato re e padre di tre ragazze, deve tornare nel Queens per cercare un possibile figlio, perché l'erede al trono di Zamunda deve essere per forza un maschio, altrimenti la sua vita e il trono rischiano di essere presi dal generale Izzi, dittatore militare di un regno confinante, ancora infuriato per la cancellazione del matrimonio tra lo stesso Akeem e sua sorella Imani trent'anni prima. Arrivato negli States, sempre con il suo servitore Semmi, trovano subito il ragazzo, di nome Lavelle, concepito in un bar con Mary, che drogò Akeem a tal punto da non fargli ricordare di quella notte. Ovviamente non vi racconto la storia, ma posso dirvi che è una caricatura del primo film, con battute scontatissime. Tutto è cambiato nel mondo, la modernità è il sottofondo del film, con il Queens decisamente in condizioni economicamente migliori e nel complesso un’America rinnovata, ma le sopracitate gag non rispecchiano l'evoluzione dell'ironia cinematografica, non sono al passo con i tempi. Questo film è sembrato un’operazione nostalgia per le i fan di vecchia data, senza trasmettere nulla di più ''giovanile''. Più che un film mi è sembrato un musical, ricco di folklore della cultura afroamericana e africana. L'unica cosa che può aver acceso la curiosità è l'aver visto gli attori come sono diventati, come se fossero degli amici di vecchia data ritrovati dopo moltissimo tempo.

Ovviamente il film presenta la consueta morale, ovvero che al cuore non si comanda, e ritroviamo la stessa situazione del primo film, seppur con diversi interpreti, perché in entrambi i finali i protagonisti scelgono loro chi sposare.


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