• Il Foglio di Villa Greppi

Il COMPLOTTISMO ai tempi della PANDEMIA

di Letizia Sala

No, @UtenteMedioDiFacebook, tu non sei l’Agente 007 e Conte non vuole installare un microchip tramite il vaccino solo per controllarti meglio.

Col dilagare del virus, abbiamo assistito anche al dilagare del complottismo. Articoli infondati, notizie false e grida allo scandalo sono da mesi all’ordine del giorno. D’altronde, si sa: in tempi in cui le certezze vacillano, tutti cercano un punto saldo a cui aggrapparsi. Peccato, però, che, visti razionalmente, questi “punti saldi” rasentino spesso i limiti dell’assurdo. Un esempio concreto è avvenuto qualche mese fa, quando le conseguenze del lockdown sull’ambiente sono diventate palesi: meno smog, diminuzione delle emissioni, acque più pulite. Tanto pulite che a Venezia sono arrivati i coccodrilli. Pensate, non succedeva da ben dieci anni!!! Per quanto assurda, la foto, ovviamente falsa, dei coccodrilli che -finalmente!- hanno potuto ripopolare i canali veneziani è stata ricondivisa così tante volte da essere andata virale. Naturalmente le persone hanno pensato che, chissà, magari quella volta a Venezia gli era sfuggito il particolare del coccodrillo seduto in piazza San Marco a sorseggiare un caffè pagato 6€.


Ma perchè questa piaga del complottismo si è diffusa così tanto, specie dall’inizio della pandemia? Semplicemente perchè stiamo vivendo un fenomeno tanto complesso quanto inaudito, e trovare spiegazioni semplificanti risulta più facile e confortante. Per rassegnarsi al fatto che il Covid sia la causa di una realtà varia, complessa e non sempre del tutto comprensibile ci vuole coraggio. Ecco, quindi, che si dà la colpa al governo, alle multinazionali, alle potenze mondiali. Pensare che le vaccinazioni siano solo uno strumento dello Stato per impossessarsi, finalmente, di tutti i nostri dati fa meno male che realizzare di essere nel bel mezzo di una pandemia globale che ha colto tutti alla sprovvista. È pur vero che se, umanamente, questo sentire il bisogno di scaricare la propria paura tramite teorie del complotto risulta quasi comprensibile, razionalmente è impossibile non ridere delle notizie completamente prive di fondamento che circolano in rete. Utenti di Twitter indignati perché a scoprire il vaccino è stata una casa farmaceutica -e chi se no?!-; persone comuni che, dopo aver letto attentamente il titolo -mi raccomando, solo il titolo- della news ricondividono tutto sulle proprie pagine social e, infine, gente che, un po’ come Superman, di giorno lavora onestamente, e di notte si evolve a epidemiologo senza avere nessuna conoscenza scientifica dell’argomento. Tutto questo avviene perché è meno difficile individuare un colpevole verso cui lanciare le proprie frustrazioni, piuttosto che fare i conti con la realtà.

La quotidianità è stata stravolta, il mondo è cambiato da un giorno all’altro, la sensazione di essere stati sovrastati da qualcosa di enormemente più grande e forte ha fatto sì che alcuni abbiano preferito rifugiarsi nelle teorie del complotto. Complice la fame di click di alcune testate giornalistiche, si è arrivati al punto in cui il singolo cittadino che ha spulciato tra le notizie si ritiene più informato dello scienziato con anni e anni di studio alle spalle. È, questa, una realtà paradossale, comprensibile da un lato e indecifrabile dall’altro. Un complottista, anche davanti all’evidenza, non ammetterà mai che il 5G, in fondo, non c’entra nulla con il Covid, che Bill Gates ha solo buone intenzioni e tanti soldi e che la Cina non sta progettando di conquistare l’intero universo. Se lo facesse, perderebbe la propria credibilità.


Ora, nonostante il tono pressoché umoristico di questo articolo, non deve passare in secondo piano la riflessione sulla natura umana e sulle circostanze attuali che il complottismo permette di fare. Perché se è vero che ogni giorno nascono nuove teorie, sempre più assurde, è anche vero che un complottista si rifugia nelle proprie certezze così come lo fa chiunque altro. Il complottismo è una piaga della nostra società. A maggior ragione quando viene diffuso su larga scala da quotidiani importanti. Ma è pur sempre parte di tutti noi. È frutto di quel subconscio che ci spinge a non voler credere che tutto questo stia succedendo proprio qui, proprio ora, proprio a me. I complottisti sono quelli che sentono il rumore di zoccoli e non pensano né al cavallo né alla zebra, bensì all’alieno che, in viaggio da Marte, ha ben deciso di fare una sosta in Olanda. Ma sono anche quelli che ancora non riescono a credere di star vivendo in un evento storico di così grande impatto. E chi, per alcuni versi, non si ritrova nella stessa situazione?

Coccodrillo a Venezia

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