• Il Foglio di Villa Greppi

Legion d’onore ad Al Sisi? Vergognoso

di Giulia Redaelli


"Il presidente Macron non avrebbe dovuto concedere la Legion d’onore ad un Capo di Stato che si è reso oggettivamente complice di efferati crimini”. Queste sono le parole di Corrado Augias che giustificano la restituzione nel dicembre 2020 della Legion D’onore, a lui assegnata nel 2007. Il giornalista continua, scrivendo:“Non ricordo nemmeno l’anno preciso in cui l’ho ricevuta. Mi fece molto piacere, certo, ma il mio gesto amaro era inevitabile. Lo dedico alla memoria di Giulio Regeni, il giovane accademico torturato e ucciso in Egitto, i dettagli di quelle torture sono stati resi noti dalla Procura di Roma proprio mentre il Presidente Al-Sisi riceveva da Macron questa stessa Legion d’Onore. Lo dedico anche alla Francia, patria d’origine della mia famiglia e dell’Illuminismo che ha illuminato, appunto, il mondo, ma ogni tanto ha bisogno di essere riacceso. Restituire la Legion è un gesto simbolico e sentimentale.”


La Legion d’onore è un ordine cavalleresco francese istituito da Napoleone Bonaparte nel 1802. Ancora oggi è la più alta onorificenza che la Repubblica francese assegna a connazionali e stranieri che abbiano ottenuto, per la Francia, meriti in ambito civile, culturale, militare e sportivo. Quindi, oggi, viene assegnata non solo a militari, ma anche, ad esempio, a scienziati, politici, imprenditori, scrittori o artisti.

Molti giornalisti e telecronache appoggiano il gesto di Augias, tra cui il presidente di Reporters Sans Frontières, Pierre Haski, che ricorda le menzogne e i depistaggi da parte del regime egiziano dopo la morte di Giulio Regeni. Durante la trasmissione “Che tempo che fa”, Claudio e Paola Regeni hanno elogiato la scelta dello scrittore, in quanto è un esempio di sostegno e di coerenza verso i diritti umani. Inoltre, la decisione di Augias ha spinto altri personaggi, insigniti dell’onorificenza francese, a rinunciarci. Tra questi anche Sergio Cofferati, che afferma: “Per il mio modo di intendere il mondo non è dato che possa ritrovarmi in compagnia di Al Sisi, la Legion d’onore mi è stata consegnata per il mio lavoro nella difesa dei diritti dei bambini e contro lo sfruttamento dei minori. Il tema della mia Legion d’onore erano i diritti universali, che ora vedo calpestati dalla scelta di Macron”.

Personalmente condivido a pieno le parole di Cofferati, non riesco a comprendere come un uomo, che ha dimostrato in più di un’occasione l’uso dell’estrema violenza, possa essere insignito di un riconoscimento tanto importante che hanno ricevuto persone degne, come ad esempio Liliana Segre, sottoposta alle torture infondate dell’olocausto, simili a quelle, ingiustificate, di cui Al Sisi si è “lavato le mani”.

Come Regeni, molte altre persone come giornalisti, critici del suo regime, affiliati all’organizzazione dei Fratelli Musulmani, sono stati oggetto di violenze e sono state sottoposte a torture dettate dal al governo di Al Sisi.

Come può uno stato come la Francia, che sul finire del 1700 ha consegnato al mondo la prima dichiarazione dei diritti dell’uomo, sul rispetto dei diritti umani e la loro universalità, decorare la figura di Al Sisi, non solo con una onorificenza, ma con quella francese più prestigiosa e conosciuta?

Italia e Francia sono state insieme nella creazione della Corte penale internazionale e del Tribunale per i crimini contro l’umanità e per la Convenzione contro la tortura, che anche l’Egitto ha condiviso. Quindi mi meraviglio di come un uomo, che ha negato la Costituzione, ha deposto un Presidente, preso il potere con un colpo di Stato e instaurato un governo totalitario, privo di libertà di espressione per via della censura, e che è diventato il secondo Paese al mondo per numero di giornalisti imprigionati, possa essere decorato con un riconoscimento tanto prestigioso.

Ritengo che in qualsiasi circostanza non ci si dovrebbe astenere dal rispetto dei diritti umani e, a maggior ragione, che sia inconcepibile insignire della Legione d’onore un presidente che non li rispetta. Questo riconoscimento dovrebbe spettare a persone che condividono i diritti dell’uomo e li rendono valori personali e universali.

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