• Il Foglio di Villa Greppi

LA POESIA COME PASSIONE: intervista a Gianluca Di Leo

di Greta Camesasca


Quando viene nominata la parola “poesia” il nostro pensiero ci conduce istintivamente ai nomi importanti del passato che hanno letteralmente scritto la storia di questa nobile arte. Ciò che però spesso non consideriamo è che i componimenti più commoventi, ingegnosi ed emozionanti sono opera di una persona che ha voluto mettere in rima i suoi sentimenti più umani. La poesia è dunque una forma di espressione di cui tutti possono servirsi, che permette di divertirsi con le parole, giocare con le metafore oppure di liberarsi di un dolore opprimente, facendogli prendere forma su un foglio bianco. Una persona che si è resa conto della versatilità della poesia è Gianluca Di Leo, uno studente di 5LC, che ho intervistato.


Ciao Gianluca! Ben trovato, mi piacerebbe parlare delle tue poesie: quando hai sentito la necessità di mettere in versi le tue sensazioni? C’è stato un episodio che ti ha spinto a farlo?”

Tutto è iniziato in seconda superiore, se non ricordo male, quando stavamo studiando i sonetti e per scherzare ho iniziato a comporne alcuni dedicati ai miei compagni di classe. Con il loro supporto, lo scherzo si è trasformato in una vera e propria passione e ora mi trovo spesso a mettere i miei pensieri per iscritto, con più impegno e con più cura.

Ti ispiri a qualche autore in particolare?

In realtà no, perché io vivo la poesia in modo soggettivo e personale.


Passiamo ora a domande più specifiche sui tuoi scritti. La lieta scommessa si apre con una visione cupa e termina con un sentimento di speranza, mentre in Quando la tristezza afferra il mio cuore si verifica il contrario. La congiunzione avversativa “ma”, rispettivamente ai versi 12 e 7, ha quindi due valori opposti. Tu senti di essere più ottimista o pessimista?

Io mi ritengo una persona volubile, e proprio per questo si possono trovare molte discordanze nelle mie poesie. In questo momento mi sentirei di rispondere pessimista, poiché il mio giudizio è molto influenzato dalla situazione in cui sono

inserito e da come la affronto. In Quando la tristezza afferra il mio cuore il tema trattato è più specifico, ovvero quello dell’amore, e devo ammettere che da questo punto di vista mi sento invece più ottimista.

Gaia lascia trasparire pace e armonia, mentre in Insonnia emergono delusione e rassegnazione, se la mia interpretazione è corretta; tra queste due poesie quale rispecchia di più la tua natura?

Ci terrei a precisare che queste due poesie sono state composte la stessa notte, in cui non riuscivo a dormire. La prima che ho scritto è stata Insonnia, con versi corti e martellanti che lasciano trasparire tutta l’oppressione del mio stato d’animo di quel momento. Gaia rappresenta invece ciò che avrei voluto sentire quella notte, ovvero pace, tranquillità e serenità.

A quale poesia sei più legato, se ti è possibile scegliere?

Lo scritto che più mi rende fiero è La lieta scommessa, poiché rappresenta perfettamente quello che è il mio pensiero: ammenoché un determinato fatto non sia scientificamente impossibile, allora secondo la mia percezione la probabilità che si verifichi è già altissima.

Hai intenzione in futuro di fare una raccolta e cercare di pubblicare le tue poesie? Ti piacerebbe che divenissero di dominio pubblico?

Non saprei: è un’arma a doppio taglio. Da un lato non ho la pretesa che accada, ma dall’altro mi sentirei sicuramente

lusingato. Nel caso succedesse non mi creerebbe problemi il fatto che i miei pensieri fossero esposti a chiunque, dato che sono una persona molto trasparente e gli argomenti trattati sono quotidiani e normalissimi, sentimenti che chiunque prova. Lo dimostra il fatto che ho piacere che vengano pubblicate sul giornalino scolastico.


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