top of page

Il diritto di esistere: la Scuola di Gomme a Khan al Ahmar

  • Immagine del redattore: Il Foglio di Villa Greppi
    Il Foglio di Villa Greppi
  • 18 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

di Chiara Castelletti


Mi ricordo quando, nel 2009, l’Associazione italiana "Vento di Terra" inaugurò in Cisgiordania la "Scuola di Gomme". Ne avevano parlato i giornali, i social: una scuola costruita con 2200 pneumatici a Khan al Ahmar, un villaggio beduino palestinese in Cisgiordania, nei Territori Palestinesi Occupati, a nordest di Gerusalemme. Pneumatici come mattoni, per un progetto unico di edilizia bioclimatica in mezzo al deserto che desse la possibilità a bambine e bambini di studiare senza dover percorrere ogni giorno decine e decine di chilometri.


La "Scuola di Gomme" di Khan Al Ahmar - Vento di Terra ONG
La "Scuola di Gomme" di Khan Al Ahmar - Vento di Terra ONG

Fin dalla sua nascita, la Scuola di Gomme ha convissuto con ordini di demolizione emessi dall’autorità israeliana, già nel 2009, poi nel 2018, eppure ha sempre resistito, diventando un punto di riferimento essenziale per l’intera comunità di Khan al Ahmar e un simbolo della difesa del diritto all’istruzione del popolo palestinese, ricevendo visite di delegazioni diplomatiche e sostegno dalla comunità internazionale e da attivisti di tutto il mondo.


Delegazione di Europarlamentari e Nazioni Unite a Khan al Ahmar
Delegazione di Europarlamentari e Nazioni Unite a Khan al Ahmar

In questi giorni, nonostante l’attenzione dei media mainstream sulla Palestina sia letargica e distratta, in qualche angolo di informazione libera e indipendente sento parlare della Scuola di Gomme e del suo piccolo villaggio beduino.


 «Ieri mi è stato comunicato che la Corte penale internazionale antisemita dell'Aja ha chiesto l'emissione del mandato di arresto nei miei confronti. (...) Non appena avrò finito di parlare qui, firmerò un ordine per evacuare Khan al-Ahmar. Prometto a tutti i nostri nemici: questo è solo l'inizio».


Queste le dichiarazioni del Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, dopo aver ricevuto la notizia che la Corte Penale Internazionale ha emesso un ordine di arresto nei suoi confronti. Sembra già firmata l’ordinanza ministeriale che impone l’evacuazione di tutto il villaggio e la demolizione di ogni edificio, scuola compresa.


A sinistra: il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich											A destra: Il villaggio di Khan al Ahmar
A sinistra: il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich A destra: Il villaggio di Khan al Ahmar

Il significato di tale operazione è presto detto: colpire l’Autorità Palestinese, accusata di essere artefice del mandato emesso dalla CPI ai suoi danni; il motivo è la vendetta, la ritorsione. La scuola, che ospita circa 180 bambini, verrà abbattuta e gli abitanti di Khan al Ahmar, come tanti altri palestinesi in Cisgiordania oggi e prima di loro, si troveranno profughi nella loro terra, in nome di un odio che vuole impedire persino ai bambini di esercitare il più elementare diritto di esistere.

Inoltre, la demolizione di tale villaggio risulta essere un tassello fondamentale sia nel processo di collegamento delle colonie israeliane intorno a Gerusalemme, sia nel separare il nord e il sud della Cisgiordania, in un panorama di insediamenti palestinesi sempre più frantumati e assediati dalla presenza aggressiva e pervasiva dei coloni israeliani.


Se in passato l’intervento della comunità internazionale e la mobilitazione di attivisti permisero alla Scuola di Gomme di resistere, oggi la minaccia della demolizione appare essere incombente, fissata a giorni. Rimane da chiedersi se tutto ciò avverrà nel silenzio delle istituzioni europee e dei suoi più alti rappresentanti, a cui è già stata inviata una lettera da alcuni parlamentari affinché intervengano per salvare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini palestinesi.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page