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Greppi Days: dietro le quinte!

  • Immagine del redattore: Il Foglio di Villa Greppi
    Il Foglio di Villa Greppi
  • 11 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min

di Martina Dellolio


Ogni anno, per una settimana la routine scolastica del Greppi viene completamente trasformata. Al posto delle lezioni tradizionali entrano in scena corsi di recupero, laboratori, conferenze, attività pratiche e incontri con ospiti esterni: sono i Greppi Days, un’iniziativa che negli anni è diventata uno dei momenti più attesi da studenti e docenti. A raccontarne il senso e il dietro le quinte sono due degli organizzatori, i professori Pietro Crippa e Marianna Salina.


I professori Marianna Salina e Pietro Crippa
I professori Marianna Salina e Pietro Crippa

Come spiega il prof. Crippa, si tratta di una settimana in cui “il modo di lavorare dei docenti e la presenza a scuola degli studenti vengono completamente stravolti” per concentrarsi su due grandi aspetti: da una parte i corsi di recupero, per chi ne ha bisogno dopo gli scrutini del trimestre, dall’altra le cosiddette attività di “didattica alternativa”.

“Non mi piace chiamarle solo attività di approfondimento - precisa - perché non sono solo teoriche: ci sono laboratori, attività pratiche, conferenze, incontri con ospiti esterni. Sono di qualunque tipologia”.

La prof. Salina sottolinea, invece, la dimensione umana dell’esperienza: “È una settimana in cui ci si conosce in modo diverso, perché non si è con la propria classe abituale, cambiano tempi e spazi e spesso si scopre che un insegnante può proporre attività molto diverse, manuali e pratiche. È un modo per conoscersi di più”.


''Matrioskalab'', laboratorio creativo di matrioske tenuto dalla prof.ssa Squitieri
''Matrioskalab'', laboratorio creativo di matrioske tenuto dalla prof.ssa Squitieri

Una parte importante dei Greppi Days riguarda le conferenze con relatori esterni, inclusi ex studenti, che negli anni hanno portato esperienze molto varie all’interno della scuola. La scelta degli ospiti, spiega il prof. Crippa, avviene in parte sulla base dell’esperienza: si valutano quelli che hanno funzionato meglio negli anni precedenti e si ascoltano le proposte dei singoli docenti. “Ogni insegnante può suggerire qualcuno che conosce o ha visto in altri contesti, poi la Commissione valuta se l’idea è fattibile e adatta agli studenti”. In questo il feedback gioca un ruolo fondamentale: i questionari compilati da studenti e insegnanti alla fine delle attività permettono di capire che cosa ha funzionato, che cosa deve essere migliorato e che cosa eventualmente è più opportuno non riproporre. “Questo ci aiuta a capire se un’attività è piaciuta molto, se va ripensata in un altro modo o se invece non ha incontrato l’interesse degli studenti”, spiega la prof. Salina.

 

Tra le attività più apprezzate spiccano soprattutto quelle laboratoriali: scienze, chimica, fisica, ma anche lavori manuali come uncinetto o maglia. Molto seguite anche le conferenze su temi vicini al mondo dei ragazzi, come musica e attualità. Secondo il prof. Crippa, però, conta moltissimo anche chi conduce l’attività: “Qualsiasi argomento può diventare interessante se viene trasmesso bene. Gli studenti lo percepiscono subito”.

 

La pratica di respirazione consapevole guidata da Sabrina Camerra, invitata dalla prof.ssa Francesca Corbetta, durante l’incontro “Più presenti, più VIVI”
La pratica di respirazione consapevole guidata da Sabrina Camerra, invitata dalla prof.ssa Francesca Corbetta, durante l’incontro “Più presenti, più VIVI”

Nel tempo i Greppi Days si sono evoluti. In passato, racconta la prof. Salina, erano previste anche uscite e gite, poi abbandonate perché troppo onerose dal punto di vista organizzativo. Un cambiamento ancora più importante riguarda invece la libertà di scelta: fino agli anni scorsi alcune attività erano obbligatorie per determinati indirizzi o classi, ma da quest’anno tale formula è stata completamente abolita. “È il primo anno in cui non ci sono più attività obbligatorie, a parte i corsi di recupero. Il collegio docenti ha deciso che fosse giusto lasciare piena libertà di scelta agli studenti”, spiega a proposito il prof. Crippa.

 

Naturalmente, organizzare i Greppi Days non è semplice, soprattutto per le dimensioni dell’iniziativa! “Parliamo di circa 1.300 studenti, 140 docenti, ospiti esterni e tutto il personale scolastico”, sottolinea il professore. “Non esiste un altro progetto che coinvolga così tante persone. Bisogna tenere conto delle esigenze di tutti, ed è questo che rende la gestione estremamente complessa”.

 

“Click perfetto”, corso base di fotografia tenuto dalla professoressa Arianna Maggioni.
“Click perfetto”, corso base di fotografia tenuto dalla professoressa Arianna Maggioni.

Nonostante le difficoltà, i riscontri sono estremamente positivi. I questionari degli ultimi anni mostrano una partecipazione entusiasta e una forte richiesta di ripetere l’esperienza. Gli studenti ringraziano spesso per questa opportunità - raccontano i docenti – e parlano anche di benessere psicofisico: è un momento di stacco dalla routine, in cui si sperimentano cose nuove, si conoscono persone diverse, ci si mette in gioco”.

 

L’obiettivo più importante dei Greppi Days va oltre l’apprendimento tradizionale. Per il prof. Crippa, il risultato migliore si ha quando uno studente scopre qualcosa di sé: “Un interesse che non conosceva, una capacità nuova oppure un’amicizia nata durante queste attività”. La prof. Salina, invece, guarda ai ricordi che restano nel tempo: “Quando gli studenti ripenseranno alla loro esperienza scolastica, magari tra anni, si accenderanno ricordi speciali, come succede con le gite o con momenti particolari. Mi auguro che i Greppi Days rientrino tra questi”.

 

In chiusura, gli organizzatori tengono a sottolineare che i Greppi Days sono il frutto dell’impegno di moltissime persone. “Dietro c’è una commissione, ma soprattutto decine e decine di docenti, ex studenti ed ex docenti che collaborano per rendere possibile tutto questo”, dice il prof. Crippa. La prof. Salina concorda: “Questa settimana funziona solo perché un’intera comunità scolastica decide di impegnarsi insieme”.





Se volete conoscere l'opinione degli studenti, cliccate su questo link per la video-intervista realizzata da Reem Moustafa Gaber e Lucia Stucchi:




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