• Il Foglio di Villa Greppi

Friday for Future: un fiume di persone a Milano

di Sara Cogliati e Edoardo Gatti

Torna di strettissima attualità il movimento ambientalista Fridays for Future, sostenuto da migliaia di studenti in tutto il mondo con l'obiettivo comune di battersi per salvare il nostro pianeta. Lo scopo è quello, oramai noto, di farsi sentire riguardo il tema del cambiamento climatico, una minaccia sempre più concreta e ingombrante, per smuovere l'opinione pubblica e gli organi competenti, soprattutto in vista della prossima Cop 26 di Glasgow, l'importantissima e attesissima conferenza delle Nazioni Unite, che si svolgerà dal 1 al 12 novembre in Scozia. L'obiettivo è quello di spingere i governi a contrastare il riscaldamento globale e le sue conseguenze, nel corso del tempo divenute sempre più catastrofiche e insostenibili.

Niente può placare le manifestazioni di chi non smette di desiderare una svolta: sono quasi 50.000 i ragazzi attivisti che hanno partecipato alla pre-Cop 26 a Milano l'1 ottobre, manifestazione a cui hanno aderito anche Greta Thunberg e Vanessa Nakate, che hanno messo in risalto l'inefficacia dei provvedimenti messi in atto dai leader mondiali a fronte del problema.

Per avere un punto di vista più reale e concreto dello school strike per il clima, abbiamo intervistato Masha di 2^LC, una nostra compagna che ha preso parte all’iniziativa.


Allora, Masha, perché hai preso parte alla manifestazione per il clima?

Partecipo alle manifestazioni attiviste da circa otto mesi. Prima solo per i diritti degli animali, adesso anche per l’ambiente. Ci vado in qualità di fotografa perché alcune organizzazioni mi invitano a partecipare. Utilizzano le mie foto per manifestare online sui social media.

Pensi che Friday for Future sia un movimento efficace?

Sì, lo è sicuramente. Non andiamo in piazza solo con il desiderio di cambiare la situazione, ma proponiamo anche delle soluzioni. Purtroppo, il problema è che i governi non le prendono in considerazione perché non hanno uno scopo lucrativo.

I giovani possono realmente fare la differenza?

Sì, perché se diamo uno sguardo al passato possiamo notare che sono i giovani a cambiare la storia. Smuovono i sistemi politici già esistenti attraverso le proteste popolari. Ecco perché questo è un movimento importante. Quando sei presente alla manifestazione capisci che molti giovani vogliono agire. Non è vero che se abbiamo una certa età le nostre opinioni non hanno un senso, anzi, ne hanno eccome.

Siamo più vicini o più lontani all’obbiettivo che ci siamo posti, secondo il tuo parere?

Questo non saprei dirtelo. Non conosciamo l’intero procedimento che sta dietro a queste manifestazioni, ai governi e alle loro decisioni politiche.

Che effetto ti ha fatto la presenza di Greta Thunberg e Vanessa Nakate? Cosa rappresentano per la nostra generazione?

Non fanno qualcosa di pratico, ma svolgono un ruolo di rappresentanza. Pubblicizzano il movimento. Infatti, è anche grazie a loro che molte persone hanno iniziato a interessarsi di questi problemi. Per noi rappresentano uno stimolo per agire e per cambiare. Quando scendi in piazza e senti i giovani gridare per i diritti dell’ambiente vieni inevitabilmente coinvolto.

Vorresti aggiungere qualcos’altro?

Mi preme sottolineare che non sono solo i giovani a manifestare. Sono venuti anche uomini e donne, con i figli o i nonni. Inoltre, aggiungo che il movimento è stato organizzato bene e senza confusione.


Ringraziamo Masha per la disponibilità a condividere la sua esperienza e auspichiamo che tanti di noi possano avere la sua passione!


Fotografie di Emily Frigerio di 4LC:



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