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#dalpalcodelPiccolo - Stupore bianco: l’incanto di "Slava’s Snowshow"

  • Immagine del redattore: Il Foglio di Villa Greppi
    Il Foglio di Villa Greppi
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

di Eleonora Riva


“E se la magia esistesse davvero?”

È questa la domanda silenziosa che rimane sospesa dentro lo spettatore dopo aver assistito a Slava’s snowshow, il celebre spettacolo internazionale ideato e diretto dal clown russo Slava Polunin. Più che una semplice rappresentazione teatrale, è un’esperienza emotiva che coinvolge lo sguardo, i sensi e, soprattutto, quella parte di noi che ancora sa stupirsi.

Sul palco prende forma la visione poetica di Slava: un mondo sospeso tra sogno e realtà, dove il tempo sembra rallentare e le parole diventano superflue. Non c’è bisogno di dialoghi, perché le emozioni si leggono negli sguardi, nei movimenti lenti, nella delicatezza dei piccoli gesti. Ogni scena è costruita per evocare sensazioni profonde, giocare con la luce e con lo spazio, trasformando ciò che appare semplice in autentica arte visiva. L’allestimento scenico è essenziale e proprio per questo sorprende: bolle di sapone che fluttuano leggere, fumo e ghiaccio secco che avvolgono la scena, oggetti quotidiani che sembrano prendere vita. Tutto è pensato per colpire i sensi e creare un’atmosfera sospesa, in cui lo spettatore non osserva soltanto, ma partecipa interiormente.

La musica accompagna le scene con grande potenza espressiva: a volte delicata e malinconica, altre volte travolgente e ritmica, come nella celebre Mas que nada, capace di trascinare il pubblico dentro il ritmo dello spettacolo e amplificare il senso di meraviglia e coinvolgimento collettivo. Suoni e silenzi si alternano con equilibrio, lasciando spazio all’immaginazione.


Asisyai, il clown giallo nato dalla fantasia di Slava Polunin e protagonista dello spettacolo "Slava's snowshow" (foto di Veronique Vial - fonte: sito web piccoloteatro.org)
Asisyai, il clown giallo nato dalla fantasia di Slava Polunin e protagonista dello spettacolo "Slava's snowshow" (foto di Veronique Vial - fonte: sito web piccoloteatro.org)

Il clown giallo, figura centrale e riconoscibile, è candido e naïve: non si tratta di semplice ingenuità, ma di una vulnerabilità attiva, autentica, che conquista lo spettatore. In lui convivono fragilità e stupore, malinconia e speranza. Attorno a lui si muovono gli altri clown, vestiti di verde, che agiscono come un coro mutevole: talvolta complici, talvolta inconsapevoli persecutori, sempre parte di un gioco scenico fatto di contrasti, rincorse, attese e silenzi. È in questa dinamica che lo spettacolo trova uno dei suoi equilibri più intensi, oscillando continuamente tra comicità e poesia. La magia non si interrompe nemmeno durante l’intervallo. I clown passeggiano tra il pubblico, si avvicinano agli spettatori, improvvisano piccoli gesti e interazioni inattese. Non c’è una vera separazione tra palco e platea: lo spazio teatrale diventa condiviso e lo stupore resta vivo.


Slava e gli altri clown della sua compagnia ricevono l'applauso del pubblico entusiasta al Piccolo Teatro Strehler
Slava e gli altri clown della sua compagnia ricevono l'applauso del pubblico entusiasta al Piccolo Teatro Strehler
Il divertente ed emozionante momento che ha accompagnato il momento degli applausi finali per "Slava's snowshow", la sera di giovedì 19 febbraio 2026
Il divertente ed emozionante momento che ha accompagnato il momento degli applausi finali per "Slava's snowshow", la sera di giovedì 19 febbraio 2026

Nel gran finale, la neve arriva ovunque. Non è neve vera, eppure lo sembra: una tempesta scenica scende dal soffitto e dal palco, avvolgendo la platea in un vortice luminoso. Subito dopo, enormi palloni multicolori scivolano tra le file, rimbalzano tra le mani del pubblico, trasformando gli spettatori in protagonisti di un gioco collettivo. Ridere, lanciarsi i fiocchi finti, scattare foto, lasciarsi sorprendere: per qualche minuto, grandi e piccoli ritrovano la leggerezza dell’infanzia e dimenticano il mondo esterno. In sala c’erano molti bambini, ma anche tanti adulti, forse ancora più commossi, con lo sguardo acceso di chi si concede il lusso di meravigliarsi.

Qualcuno potrebbe osservare che Slava’s Snowshow non segue una trama narrativa tradizionale: non vi è, infatti, una storia lineare con un inizio, uno sviluppo e una conclusione definita. Lo spettacolo procede per quadri, immagini ed emozioni, scegliendo il linguaggio visivo e sensoriale al posto della narrazione classica. Questo può disorientare chi si aspetta una struttura convenzionale, ma è proprio questa libertà espressiva a renderlo unico. È un teatro che affida alle immagini e ai gesti il compito di raccontare, lasciando allo spettatore lo spazio per completare il significato.

Uscendo dal teatro, la neve non scende più. Eppure qualcosa resta: un sorriso spontaneo, un cuore più leggero, la sensazione di aver attraversato un sogno condiviso. E forse anche la certezza che la meraviglia, se ci lasciamo sorprendere, è sempre possibile.


La locandina di "Slava's", andato in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 28 gennaio al 22 febbraio 2026
La locandina di "Slava's", andato in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 28 gennaio al 22 febbraio 2026

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