• Il Foglio di Villa Greppi

Censura e OMS

di Giulia Redaelli


Il 22 ottobre 2020, solo in alcune librerie, è stato pubblicato il dossier dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) “La prima risposta italiana al Covid”, relativo alla pandemia globale e ai provvedimenti che lo Stato italiano aveva preso a riguardo.

Poche ore dopo, il dossier era già stato ritirato, senza alcun tipo di spiegazione, di conseguenza viene chiesto un chiarimento alla direzione europea dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, che ha risposto con una nota, a dire il vero, piuttosto strana:Il dossier è stato pubblicato per errore anzi, non è un documento dell’OMS”.

Tuttavia il dossier portava la firma di alcuni suoi dirigenti (tra cui Hans Kluge, capo della Divisione europea dell’0MS). Questo ci fa pensare, quindi, che la verità sia che qualcuno abbia esercitato delle pressioni per far ritirare il dossier, a discapito di un valore importante della Costituzione, ovvero il diritto dei cittadini all’informazione.

Tale diritto, seppur non espressamente menzionato nella carta costituzionale repubblicana, è strettamente legato alla libertà di manifestazione del pensiero, definita dall'articolo 21 della Costituzione italiana.

Pochi giorni prima dell’uscita del dossier, Report, un programma che tratta inchieste che affrontano temi di carattere economico e sociale, parlando di giustizia ed inefficienze dei servizi pubblici, aveva mandato in onda una puntata che affermava che l’Italia aveva un piano pandemico inadeguato e ammetteva l’ipotesi che questo non fosse stato rinnovato.

A seguito di questa puntata, il dossier, è stato inviato alla sede di Report e all’interno erano documentate le prove che le ipotesi della trasmissione fossero corrette. Il rapporto infatti, puntava il dito contro l’incapacità dell’Italia nel contrastare il virus e criticava la mancanza dei dispositivi di protezione, dei tamponi e la lunghezza dei tempi di reazione delle autorità sanitarie: “c’è voluto del tempo prima che una guida formale fosse disponibile”.

Tuttavia, la cosa più rilevante che probabilmente è stato il motivo del ritiro del dossier, è il fatto che l’Italia avesse un piano pandemico non aggiornato, risalente al 2006. Secondo le linee guida dell’OMS, ogni 3 anni andrebbe rinnovato, per precauzione verso possibili pandemie. L’Europa, dal 2013, chiede agli Stati membri di comunicare i loro aggiornamenti, l’ultimo dell’Italia risale al 2017 ma, se si andasse a verificare, pare che “nessuno” si sia accorto che questo fosse una maldestra copia di quello del 2006.

Il compito di aggiornare il piano pandemico era dell’ex direttore del ministero della salute Ranieri Guerra, che accusa Report di falsità e nega di sapere qualcosa del dossier, nonostante porti anche la sua firma, probabilmente per l’imbarazzo e la vergogna di non essere stato in grado di svolgere adeguatamente il suo compito o forse, di non averlo voluto fare.

Stando alla dichiarazione di una ricercatrice dell’OMS dopo la pubblicazione del dossier, Ranieri Guerra avrebbe minacciato l’autore del rapporto di cacciarlo fuori dall’OMS.

L’Istituto Superiore della Sanità e il ministro Speranza erano al corrente del contenuto del dossier, della sua pubblicazione e delle motivazioni del suo ritiro.

Dopo la CENSURA di questi fatti, perché non si può usare un termine più adeguato per descrivere questi provvedimenti, è stato girato un video, il cui regista è appunto Ranieri Guerra, di rassicurazione che giustifica le pecche del governo nella gestione della pandemia. Così facendo Guerra ha coperto anche i suoi stessi errori.

Riflettendo su questi fatti, mi sento tradita come cittadina da persone in cui ogni giorno riponiamo immensa fiducia, non si tratta solo del mancato rinnovo del piano pandemico, di tutti i morti, di tutte le famiglie distrutte e dei lutti che questo ha portato. La nostra è una Democrazia rappresentativa, questo significa che noi scegliamo delle persone che dovrebbero rappresentare le nostre voci, i nostri doveri, i nostri diritti, scegliamo persone che ci dovrebbero dare la possibilità di esprimerci e di essere informati. È vergognoso che per non mettere in cattiva luce l’organizzazione italiana, a noi sia stato revocato un diritto costituzionale. Noi tutti dovremmo avere la possibilità, come scritto sulla carta, di sapere cosa accade al governo, senza che le informazioni vengano censurate. Dovremmo essere informati, non disinformati, altrimenti continueremo a giacere nell’ignoranza di chi crede di sapere tutto, ma che in realtà conosce solo una parte della realtà.


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