Addio a un'icona: in ricordo di Ornella Vanoni
- Il Foglio di Villa Greppi

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di Reem Moustafa Gaber
Il 21 novembre 2025 il mondo della musica italiana ha perso una delle sue figure più importanti: Ornella Vanoni, scomparsa nella sua casa a Milano all’età di 91 anni a causa di un arresto cardiocircolatorio. La notizia ha subito suscitato commozione in Italia e all’estero, testimoniando quanto la sua arte sia stata importante.

Una vita dedicata all’arte
Nata a Milano il 22 settembre 1934, Ornella Vanoni ha iniziato la sua carriera negli anni ’50, diventando una delle voci più amate del panorama italiano. La sua versatilità le ha permesso di entrare a far parte del mondo del teatro, della televisione, degli spettacoli dal vivo, della registrazione di oltre cento album, arrivando a vendere più di 55 milioni di dischi in Italia e non solo. Brani come “Senza fine”, “L’appuntamento” e “Una ragione di più” non sono solo canzoni, ma vere e proprie emozioni che continuano a parlare alle nuove generazioni. La sua capacità di raccontare storie di amore, dolore, gioia e speranza con una voce profonda le ha permesso di conquistare il cuore di milioni di persone. Quello che rendeva Ornella unica era la sua capacità di rinnovarsi costantemente e di affrontare nuove sfide artistiche senza mai perdere autenticità. Il suo stile elegante, ironico e sincero ha segnato profondamente la musica italiana.
La depressione
Dietro le quinte del successo, però, la vita di Ornella Vanoni è stata caratterizzata anche da momenti difficili. In più di un'intervista, infatti, l'artista ha parlato apertamente delle difficoltà psicologiche che ha dovuto affrontare nel corso della sua esistenza. Ha raccontato di aver vissuto tre episodi particolarmente gravi di depressione, momenti bui che hanno segnato profondamente il suo percorso personale oltre che artistico. La depressione, per lei, non è stata una parentesi isolata, ma una presenza con cui ha imparato a convivere per gran parte della vita. A questo dolore si è spesso intrecciato anche un sentimento di rimorso legato al rapporto con suo figlio, Cristiano Ardenzi, una relazione che in alcuni periodi le ha procurato sofferenza e sensi di colpa. In un’intervista a Vanity Fair, la cantante ha spiegato che l’ultima crisi depressiva era stata la più intensa e difficile da superare. Si era trattato di un momento di particolare fragilità, caratterizzato da un’ansia persistente. Proprio a causa di questa forte ansia, che per circa tre mesi le aveva impedito di dormire regolarmente, venne ricoverata presso la Clinica San Rossore, a Pisa. Il ricovero si rese necessario per aiutarla a ristabilire un equilibrio e affrontare in modo adeguato una condizione che stava incidendo in maniera significativa sulla sua salute fisica e mentale.

L’ultima telefonata e l’ultima apparizione
Durante l’ultima conversazione con Maurizio Porro, Ornella Vanoni aveva confessato di non sentirsi bene: «Devo restare immobile, ho un dolore… è come se un coltello mi trapassasse la schiena. No, domenica non andrò in trasmissione, partecipo una settimana sì e una no. Andrò la prossima». Ma quella domenica non è mai arrivata. Non fece neppure in tempo a raggiungere la clinica di Pavia. Poco tempo prima, nella puntata del 2 novembre del programma condotto da Fabio Fazio, era entrata in studio con un cuscino di fiori funebri, riuscendo a trasformare anche quell’immagine così simbolica in un momento di leggerezza. Aveva raccontato con ironia: «Ci sono persone a cui è difficile fare un regalo, perché hanno già tutto. Allora ho scoperto queste bare colorate: nell’attesa possono diventare una cassapanca, utili per riporre ciò che non si sa dove mettere. Finché non arriva il momento. Io sceglierei quella bianca, semplice, essenziale».
Il giorno della scomparsa
La notizia della sua morte, il 21 novembre 2025, ha generato reazioni immediate tra colleghi, artisti e fan. Persone come Milva, Claudio Baglioni e Fiorello, insieme a figure internazionali, hanno condiviso ricordi e omaggi sui social, sottolineando il ruolo di Ornella non solo come cantante, ma anche come icona culturale. A Milano, città che ha visto nascere e crescere la sua carriera, è stata allestita una camera ardente al Piccolo Teatro, aperta a tutti coloro che desideravano renderle omaggio. I funerali si sono svolti nella chiesa di San Marco, nel quartiere Brera, con una partecipazione commossa di migliaia di persone, tra amici, colleghi e fan che hanno voluto salutare per l’ultima volta una delle regine della musica italiana.

Un’eredità che continuerà a vivere
La morte di Ornella Vanoni non segna la fine della sua influenza artistica. La sua musica continuerà a vivere nelle scuole, nelle radio, nei film e nella memoria. La sua capacità di trasformare la vita in arte, e l’arte in emozione, resta un esempio per giovani e artisti di ogni età. Ornella Vanoni ha dimostrato che la musica può davvero essere senza fine: una voce capace di attraversare generazioni, emozionando chiunque l’ascolti. Per chi l’ha conosciuta attraverso i suoi brani, i suoi spettacoli e le sue interviste, rimarrà per sempre un simbolo di eleganza, passione e autenticità, una vera leggenda della musica italiana.





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