Alla scoperta de "Il male che hai dentro"
- Il Foglio di Villa Greppi

- 10 minuti fa
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Alexandra Toso e Sofia Tramonto
“Leggere è entrare in un mondo senza immagini e dai tempi lenti, ma aiuta la coscienza e l’attenzione.”

Nei giorni 11 e 18 marzo 2026, gli studenti del biennio hanno avuto la possibilità di incontrare Marco Erba, autore del libro “Il male che hai dentro". Professore in un liceo di Cernusco sul Naviglio, in questo romanzo lo scrittore tratta numerosi temi dell’adolescenza. I due protagonisti sono Eli e Christian ed Erba ha spiegato che per scriverli si è ispirato a delle persone reali: per il personaggio di Eli, si tratta di una sua alunna di seconda liceo, mentre per Christian di suo figlio in affido, che è una persona autistica.
Una delle critiche che i lettori, inclusi quelli del Greppi, hanno fatto di più a “Il Male Che Hai Dentro” è l’enorme quantità di temi che questo libro affronta. L’autore stesso lo ha riconosciuto, ma ha affermato che raccontando una storia di adolescenti tutti gli sono sembrati necessari, almeno in partenza. Effettivamente, questa esuberanza di temi rende la storia ancora più reale e attuale: è una storia complessa e lunga tanto quanto la storia di ognuno di noi. In questo libro Erba mostra le fragilità, le difficoltà e anche i punti di forza di ogni personaggio, e il lettore finisce per conoscere a fondo gli eventi e le dinamiche che hanno formato ognuno dei protagonisti, dei personaggi secondari e delle comparse. Ogni persona è un insegnamento, perché la storia di ognuno esprime un valore importante nella nostra vita: spesso notiamo negli altri qualcosa che non conosciamo, ma che dobbiamo rispettare e provare a capire.

Con il personaggio di Federico, ad esempio, vediamo la sensibilità segreta di ognuno. Federico, nel libro soprannominato Cazzoridi, è infatti "lo schiavetto" di Mare ed è parte del gruppo dei fichi, dei bulletti, ma è il primo a celare una grande fragilità che riesce a esprimere solo con l’arte. Il suo amore segreto per Eli è come una ventata di innocenza e genuinità nelle dinamiche malate degli altri rapporti, forse quel dolceamaro che lo consola dal soffocante rapporto con il padre e distrae Eli stessa dal dolore della relazione, ormai forzata, con Mare.
Le figure più importanti per Eli e Cristian, però, sono zio Adri e Mike. Con loro, Erba ha voluto ricordare suo nonno Adriano: è stato lui a trasmettergli la passione per la conoscenza, pur non avendo mai potuto studiare, dicendogli che tutto nella vita è un dono e che si può sempre ricominciare, a condizione che si faccia qualunque cosa con il cuore. Anche il papà di Erba è parte di Mike e zio Adri, dal momento che non ha mai veramente creduto nel figlio o approvato la sua scelta di frequentare un liceo classico, ma glielo ha permesso comunque, dicendogli: "Ti auguro di dimostrarmi che io ho torto e tu hai ragione". In modo simile, Mike spinge Cristian a dare tutto nel ciclismo e zio Adri ispira e sprona Eli a stare sempre nel giusto. Le vere figure di riferimento sono quelle che ti spingono, ti sostengono nel fare fatica anche se scegli una strada diversa da quella che hanno pensato per te, ti incentivano a dare il meglio e spesso si fanno odiare per questo: ma è questa l’unica via per crescere.

Un altro spunto che ha destato l’interesse di molte ragazze e ragazzi durante gli incontri è stata la figura di Paolo Cerri: il personaggio si ricollega un po’ al desiderio di possesso nella vita come nelle relazioni, ad esempio quella di Mare ed Elisa, e alla volontà di imporre i propri desideri e le proprie inclinazioni agli altri. Paolo Cerri è il poliziotto che ha perseguitato e bullizzato Mike fin dalla loro giovinezza, per gelosia: Mike era amico della ragazza che a lui piaceva ma che non l’ha mai voluto, perciò Paolo ha usato l’orientamento sessuale di Mike e la sua bontà come arma contro di lui, insultandolo e perseguitandolo tutta la vita a causa della sua accumulata insicurezza. Così come Mare, però, secondo Erba Paolo Cerri non è un mostro. Di primo acchito l’affermazione dell’autore ha scioccato i ragazzi. Se si etichetta una persona come un mostro, ha spiegato lo scrittore, sembra quasi che le sue inclinazioni cattive e le sue azioni siano qualcosa fuori dal suo controllo, causate da un fattore di natura, che lo rende un mostro. E invece no. La parte violenta di Paolo Cerri, di Mare e di tutti coloro che sfogano le loro insicurezze sugli altri è umana, è dentro tutti e tutte noi: i pregiudizi e gli stereotipi fanno emergere questi desideri di sopraffazione sull’altro, sono all’origine di ogni tipo di bullismo, violenza e odio. Questo è il Male Che Hai Dentro. È dovere di tutti vedere oltre l’esteriorità dell’altro e valorizzare il lato sensibile e nascosto, non mettere etichette e definire le persone sulla base delle apparenze o di idee infondate.
Nella seconda parte dell’incontro l’autore ha risposto alle domande elaborate dai ragazzi durante la lettura del romanzo. Marco Erba ha risposto a tutte le curiosità, parlando anche dal suo punto di vista personale, raccontando la storia di quando ha scritto il suo primo romanzo per una sua compagna di quarta elementare. "La scrittura è come dire che c’è sempre un’altra partita che può iniziare", ha detto lo scrittore.

Marco Erba ha salutato i ragazzi con un messaggio: non cercate la perfezione e non nascondete le vostre fragilità, chiudendole in un cassetto e buttandone via la chiave, perché è il contrario della felicità. Preoccupandoci ogni giorno di cercare la perfezione e di fare piani che ci rendano intoccabili e forti agli occhi degli altri, dimentichiamo di affermare la nostra bellezza.
“A te che sei solo, a te che sei bullizzato, a te che rispondi sempre male, a te che non vuoi parlare con nessuno, a te che sei arrabbiato col mondo, a te che sei insicuro: sei unico e irrepetibile, il mondo ha bisogno di te e meriti di essere amato.”
Avete letto il libro “Il male che hai dentro? È stato di vostro gradimento? Quale sarà il prossimo scrittore a incontrare i ragazzi del Greppi?





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