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Nando dalla Chiesa: i "favori" della mafia non sono mai gratis

  • Immagine del redattore: Il Foglio di Villa Greppi
    Il Foglio di Villa Greppi
  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

di Giorgia Detta, Ivan Giacomelli ed Elisa Villa


Dietro parole come “legalità” si nascondono scelte concrete, che riguardano ognuno di noi ogni giorno. È questo il messaggio che è emerso lo scorso 11 marzo, quando, presso il Comune di Casatenovo, la classe 2EC ha partecipato ad una conferenza tenuta da Nando dalla Chiesa, che ha guidato gli studenti in una riflessione profonda sul tema della legalità.


Nando dalla Chiesa, scrittore, sociologo e politico
Nando dalla Chiesa, scrittore, sociologo e politico

Nato a Firenze nel 1949, Nando dalla Chiesa è figlio del generale Carlo Alberto, prefetto di Palermo assassinato nel 1982 in un attentato mafioso in cui persero la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Scrittore, sociologo e politico, insegna Sociologia della criminalità all’Università degli Studi di Milano, dove dirige l’Osservatorio sulla criminalità organizzata. È inoltre presidente onorario di "Libera", l’associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti, e della "Scuola di formazione Antonino Caponnetto", intitolata al giudice fondatore del pool antimafia di Palermo. Tra le sue opere più note figura “Il giudice ragazzino” (1992), dedicato a Rosario Levatino, magistrato ucciso dalla mafia nel 1990.

Nel corso dell’incontro, Nando dalla Chiesa ha innanzitutto illustrato le modalità con cui la mafia si presenta: un sistema che offre vantaggi e "favori", anche alle famiglie, ma che non concede nulla gratuitamente. Prima o poi, infatti, quanto ricevuto viene richiesto indietro: è proprio su questo "scambio" che si basa il potere mafioso.


Nando dalla Chiesa durante l'incontro con alcune classi dell'Istituto tenutosi mercoledì 11 marzo presso il Comune di Casatenovo
Nando dalla Chiesa durante l'incontro con alcune classi dell'Istituto tenutosi mercoledì 11 marzo presso il Comune di Casatenovo

A partire da queste considerazioni, è stato approfondito il concetto di legalità, inteso non soltanto come insieme di norme che stabiliscono ciò che è giusto o sbagliato, ma soprattutto come stile di vita, legato ai valori e all’educazione. In questo contesto, un ruolo centrale è svolto dall’ascolto: dalla Chiesa si esprime in modo efficace non solo grazie ai propri studi, ma anche per la capacità di osservare e ascoltare le esperienze altrui. L’educazione alla legalità passa dunque, in larga misura, proprio dalla capacità di ascoltare.

Durante l’incontro è emersa con chiarezza la contrapposizione tra due mondi: quello della legalità, fatto di impegno e sacrificio, e quello della corruzione, che può apparire più semplice, ma che si fonda su debiti e favori nascosti.

Al centro della riflessione è stato posto anche il valore del rispetto, indicato come fondamento della convivenza civile. Dalla Chiesa ha sottolineato come la parola “rispetto” non compaia esplicitamente nella Costituzione, pur rappresentandone, di fatto, una base imprescindibile.


Gli studenti del Greppi ascoltano Nando dalla Chiesa durante l'incontro di mercoledì 11 marzo
Gli studenti del Greppi ascoltano Nando dalla Chiesa durante l'incontro di mercoledì 11 marzo

Il relatore ha, inoltre, ricordato figure simbolo della lotta alla mafia, come Giovanni Falcone, magistrato ucciso nella strage di Capaci del 23 maggio 1992, sottolineando come non si siano limitate a svolgere il proprio dovere, ma abbiano scelto di fare di più, sacrificando la propria vita. Il loro esempio dimostra che il cambiamento dipende anche dalle scelte dei singoli. L’incontro ha, così, offerto agli studenti la consapevolezza che la legalità non è un concetto astratto o distante, ma qualcosa che si costruisce ogni giorno.

Attraverso le parole di Nando dalla Chiesa, è emersa infine un’immagine efficace: la mafia trae forza dalle debolezze, proprio come una squadra di calcio sa sfruttare quelle dell’avversario. Da qui la consapevolezza, condivisa dai ragazzi, che nella lotta alla criminalità organizzata ciascuno è chiamato a svolgere un ruolo attivo: una società migliore dipende dalla responsabilità e dal rispetto che ognuno sceglie di mettere in pratica quotidianamente.



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