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"Amor & orrore": quando le parole diventano spettacolo

  • Immagine del redattore: Il Foglio di Villa Greppi
    Il Foglio di Villa Greppi
  • 10 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

di Sofia Tramonto


L’11 maggio 2026 nell’aula magna del nostro istituto si è tenuto lo spettacolo del laboratorio teatrale "Amor & Orrore".


Quest’anno, per la prima volta, il Greppi ha avviato un vero e proprio corso di teatro per gli studenti, che è stato tenuto da Filippo Urbano, conduttore di laboratori teatrali, che lavora con ragazzi e ragazze da ormai dieci anni. Riguardo alla sua esperienza da insegnante, Urbano dice che “nessuno ti insegna a insegnare”: questo fa sì che il suo lavoro si sviluppi sul campo e si perfezioni con il tempo. Perciò condurre laboratori è come andare in scena ogni giorno di fronte a un pubblico diverso. Recitazione vuol dire anche porgere al pubblico le proprie emozioni, i propri sogni e le proprie fragilità: come racconta Filippo Urbano, il compito dell'attore è quello di accogliere con cura e rispetto le emozioni, trasformandole in qualcosa di creativo.


“In un tempo in cui abbiamo a disposizione qualsiasi tipo di tecnologia, il teatro resta uno dei mezzi più potenti per conoscere sé stessi e gli altri, per scavare nelle nostre emozioni e uscire dalle nostre zone di comfort, mettendoci in gioco con il corpo e lo spirito.”

Filippo Urbano


Da ottobre a maggio, con lezioni settimanali di un’ora e mezza, il maestro ha fatto messo i ragazzi e le ragazze in contatto con il mondo della recitazione e del teatro. Il corso è stato finanziato della scuola, quindi totalmente gratuito per i partecipanti e aperto a un massimo di venti studenti.


La locandina del saggio finale del laboratorio di teatro.
La locandina del saggio finale del laboratorio di teatro.

Le prime lezioni del corso sono state di introduzione al teatro, con esercizi propedeutici, focalizzati sull’uso della voce e del corpo. Successivamente, durante le vacanze di Natale è stato chiesto ai partecipanti di leggere Romeo e Giulietta, celebre tragedia di Shakespeare, e di creare un proprio monologo. Poi da questo materiale è stato tratto il copione e il titolo dello spettacolo, che, infatti, riprende la trama del libro, ovvero l’amore di Romeo e Giulietta e l’orrore della vita che devono affrontare i due amanti.


Completate le lezioni e le prove, lunedì 11 maggio si è tenuto il saggio finale a conclusione del percorso. L’aula magna per l’occasione è stata trasformata in un vero e proprio palco, munito di quinte, oggetti di scena e luci. I ruoli interpretati dagli attori sono stati quelli di Romeo e Giulietta, delle loro rispettive famiglie e amici e della balia di Giulietta. Nel copione dello spettacolo sono stati inoltre aggiunti i monologhi ideati dai partecipanti, fondendo pensieri contemporanei a una storia di fine Cinquecento.


Infatti, i temi trattati nell’opera teatrale sono stati molteplici, ispirati dalla trama e poi adattati all’attualità. Degli esempi sono la sottomissione alle scelte dei genitori, che dettano il futuro dei propri figli anche attraverso matrimoni combinati, oppure la violenza che gli uomini riservavano alle donne se non obbedivano ai loro ordini. Il pubblico presente ha dunque potuto assistere a una storia che, partendo dal 1500, induce a riflettere su comportamenti e azioni di oggi. Ci sono state scene dominate dalla violenza, per sottolineare la rivalità delle due famiglie; altre dettate, invece, dalla speranza di poter realizzare un desiderio e altre ancora strazianti, come la morte dei due innamorati.

I partecipanti al laboratorio di teatro ricevono gli applausi del pubblico al termine dello spettacolo.
I partecipanti al laboratorio di teatro ricevono gli applausi del pubblico al termine dello spettacolo.

Concluso lo spettacolo, gli attori hanno distribuito dei foglietti contenenti frasi tratte dall’opera di Shakespeare, spingendo il pubblico a riflettere e lasciando un ricordo tangibile dello spettacolo.


Questo laboratorio teatrale sarà riproposto il prossimo anno scolastico, con la speranza che molti più studenti si mettano in gioco, lasciando da parte insicurezze e fragilità e permettendo alle loro qualità e capacità di emergere.





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